Roma si offre al Natale con un evento di singolare valore, un’immersione nel cuore della spiritualità e dell’arte del XVII secolo: la Natività del Presepe Antinori.
Ospitato nella suggestiva Cappella di San Giuseppe, all’interno della Chiesa del Sacro Cuore di Gesù in Lungotevere Prati 12, questo raro complesso presepiale, accessibile gratuitamente dal 23 dicembre al 18 gennaio, costituisce un’opportunità unica per riscoprire un patrimonio culturale di eccezionale significato.
Il Presepe Antinori, originariamente parte del patrimonio della famiglia nobile Antinori, si distingue per la sua composizione di figure lignee a tutto tondo, magistralmente scolpite e dipinte.
Lungi dall’essere semplici rappresentazioni religiose, queste figure incarnano un vivido affresco della società seicentesca, restituendo un’atmosfera dinamica e realistica che trascende la mera iconografia sacra.
Ogni volto, ogni posa, ogni dettaglio dell’abbigliamento contribuisce a delineare un quadro sociale complesso e stratificato, rivelando la vita quotidiana, le professioni, le dinamiche familiari dell’epoca.
Come sottolinea il parroco don Gianpiero Antonicelli, custode di una tradizione che si rispecchia nell’architettura neo-gotica della sua chiesa – un esempio raro nel panorama capitolino – il presepe è molto più di una decorazione natalizia: è un potente simbolo spirituale, un richiamo a valori universali che appartengono all’umanità intera.
L’accoglienza, l’amore, l’inclusione, la fratellanza: questi sono i pilastri su cui si fonda il messaggio che il presepe Antinori continua a trasmettere, superando barriere e divisioni.
La storia del presepe è intrinsecamente legata alla figura di Anton Ludovico Antinori, erudito storico ed epigrafista del XVIII secolo, che poi divenne arcivescovo dell’Aquila.
Attraverso una complessa rete di eredità familiari, il presepe ha percorso un viaggio che lo ha condotto a Lanciano, dove è stato custodito dalla famiglia Stella Maranca fino alla sua donazione, nel 1963, ai Frati Minori del Convento di Sant’Angelo della Pace (Sant’Antonio), attualmente i suoi proprietari e custodi.
Questa storia di passaggi di proprietà testimonia l’importanza attribuita al presepe non solo come opera d’arte, ma anche come testimonianza di fede e legame con il passato.
Il Presepe Antinori si configura come un elemento distintivo nel panorama presepiale italiano, differenziandosi nettamente dalla celebre tradizione napoletana.
L’utilizzo della scultura lignea vestita, l’attenzione al realismo fisionomico e sociale, la resa accurata dei dettagli, elevano questa Natività a un livello di raffinatezza e complessità unici.
Si tratta di una testimonianza eloquente della devozione privata dell’aristocrazia, del gusto artistico del Seicento e, soprattutto, di un prezioso documento che illumina la storia culturale e religiosa dell’Italia centrale, invitandoci a riflettere sul nostro rapporto con il passato e sui valori che ci guidano nel presente.
È un’esperienza che va al di là della semplice osservazione, un vero e proprio viaggio nel tempo e nella cultura.







