Il sistema scolastico italiano si trova ad affrontare una sfida cruciale: l’inadeguatezza strutturale e la carenza di certificazioni di sicurezza di un numero preoccupante di edifici.
Un’analisi approfondita, basata sui dati dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica, rivela un quadro allarmante: circa il 90% degli istituti statali (36.000 su 40.000) non possiede tutte le certificazioni obbligatorie, mettendo a rischio la sicurezza di centinaia di migliaia di studenti e personale scolastico.
Un sottoinsieme particolarmente critico è rappresentato da 3.588 edifici, che ospitano una popolazione scolastica stimata in 700.000 persone, completamente privi di tali certificazioni.
La situazione è particolarmente drammatica nelle zone ad alto rischio sismico, dove la percentuale di edifici in possesso del certificato di collaudo statico scende al di sotto della metà.
Questo dato sottolinea una vulnerabilità strutturale che richiede interventi urgenti e mirati.
La distribuzione geografica delle certificazioni evidenzia significative disparità regionali.
Il Lazio si distingue, purtroppo, per la più bassa percentuale di edifici dotati di certificazione di agibilità, con solo il 12,7% degli istituti in regola.
Le isole, in particolare la Sardegna, mostrano un quadro ancora più critico, attestandosi al 14,2% di agibilità.
Il Nord Italia, con una media intorno al 50%, mostra un andamento leggermente migliore, seguito dal Sud (circa il 30%) e dal Centro (29,7%).
Queste differenze regionali suggeriscono una disomogenea applicazione delle normative e una diversa capacità di investimento nella sicurezza degli edifici scolastici.
È importante contestualizzare questi dati alla luce degli sforzi in corso per migliorare la situazione.
Il Ministero dell’Istruzione, pur riconoscendo la gravità del problema, sottolinea che i dati dell’Anagrafe Nazionale dell’Edilizia Scolastica risalgono al 2023-2024 e non riflettono il considerevole lavoro intrapreso grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e a ulteriori risorse ministeriali.
Questo vasto piano di interventi, che coinvolge circa il 22% del patrimonio edilizio scolastico, mira a colmare un vuoto di manutenzione e sicurezza che perdura da decenni.
Tuttavia, le fonti ministeriali ricordano anche che la responsabilità degli interventi antisismici ricade sugli Enti locali, evidenziando una sfida di governance e coordinamento che richiede un impegno congiunto tra Stato e Comuni.
L’impatto di questi interventi, sebbene ambiziosi, richiederà tempo per manifestarsi pienamente e sarà cruciale monitorare attentamente i progressi compiuti per garantire un futuro più sicuro per le nuove generazioni.
Il nodo cruciale risiede nella capacità di tradurre gli investimenti in miglioramenti strutturali concreti e verificabili, e nel rafforzare la collaborazione tra i diversi attori coinvolti per superare un’eredità di incuria che ha messo a repentaglio la sicurezza delle scuole italiane.