Il tentativo di occultare brutalmente il corpo di Federica Torzullo, la moglie di Claudio Carlomagno, apre uno scenario raccapaciante che emerge dalle indagini condotte dalla Procura di Civitavecchia.
L’uomo, imprenditore con sede ad Anguillara Sabazia, è attualmente detenuto in seguito a un fermo emesso, un provvedimento che rivela l’intenzione, a quanto pare premeditata, di distruggere le prove di un delitto efferato.
Il decreto di fermo, documento cruciale per la ricostruzione degli eventi, descrive in dettaglio il piano che Carlomagno avrebbe elaborato per eliminare ogni traccia del corpo della moglie, ritrovato senza vita in un fitto canneto ai margini della sua azienda.
L’azione, se confermata, non si limiterebbe a un omicidio, ma denuncerebbe un tentativo di depistaggio volto a eludere le indagini e a ostacolare l’accertamento della verità.
Le operazioni peritali eseguite a seguito del fermo hanno restituito un quadro inquietante.
Ispezioni approfondite, condotte in un’abitazione intrisa di dolore e sospetti, nell’autovettura di proprietà dell’imputato, nel deposito della Carlomagno s.
r.
l.
e nei mezzi aziendali, hanno rivelato la presenza di tracce ematiche latenti.
Queste macchie, ancora da analizzare con precisione, rappresentano elementi significativi che rafforzano l’ipotesi di un crimine particolarmente violento e pianificato.
La scoperta di queste tracce, in luoghi diversi e apparentemente non collegati, suggerisce un tentativo di disseminazione delle prove, un’operazione sofisticata volta a rendere più difficile la ricostruzione della dinamica del fatto.
L’imprenditore, sospettato di aver agito con premeditazione, avrebbe dunque cercato di cancellare ogni indizio che potesse ricondurre a lui, ma la scrupolosa attività investigativa ha permesso di recuperare elementi fondamentali per la ricostruzione della verità.
L’indagine ora si concentra sull’analisi forense delle tracce ematiche, che potrebbero fornire informazioni cruciali sul tipo di arma utilizzata, sul momento in cui sono state prodotte e sulla possibile presenza di DNA estraneo.
Parallelamente, gli inquirenti stanno esaminando con attenzione le relazioni personali e professionali di Carlomagno e Torzullo, alla ricerca di eventuali moventi e di possibili complici.
La vicenda, a tratti sconvolgente, solleva interrogativi profondi sulla natura della violenza domestica e sulla capacità, a volte inquietante, di alcuni individui a nascondere la propria colpevolezza.
Il processo che seguirà sarà cruciale per accertare la responsabilità di Carlomagno e per fare luce su un evento che ha scosso profondamente la comunità locale.








