Roma Capitale si proietta verso un futuro radicalmente diverso per il Tevere, non più percepito come un confine o un elemento di divisione, bensì come il cuore pulsante di un parco lineare di rilevanza internazionale.
L’ambizioso Piano Strategico Operativo, presentato in occasione del Tevere Day, delinea una visione a lungo termine che ambisce a trasformare il fiume in un’arteria verde capace di connettere la città e di generare un impatto positivo a 360 gradi.
Il progetto, già approvato dalla Giunta Capitolina e sostenuto da un investimento iniziale di 50 milioni di euro provenienti dal PNRR, da fondi giubilari e risorse comunali, si articola attorno a tre pilastri fondamentali: una profonda transizione ecologica, lo sviluppo di una rete di mobilità sostenibile lungo le sponde e la creazione di un “arcipelago” di centralità urbane, veri e propri poli di aggregazione sociale e culturale.
L’intervento prevede la realizzazione di centinaia di progetti, alcuni immediatamente attuabili, altri con una prospettiva temporale più ampia, che spaziano dalla riqualificazione delle sponde alla creazione di nuove infrastrutture verdi, percorsi archeologici fruibili e aree dedicate al gioco e al tempo libero.
L’espansione dei parchi d’affaccio, da cinque a nove, rappresenta un segnale tangibile di questa ambizione, aprendo il fiume a una fruizione pubblica più ampia e diversificata.
L’obiettivo di rendere il Tevere balneabile entro il Giubileo del 2033, pur rappresentando una sfida complessa e oneroso, è stato confermato.
Per raggiungere questo traguardo, sarà istituito un Tavolo Tecnico, co-presieduto dal Sindaco, dal Ministro competente, dal Presidente della Regione Lazio e da figure accademiche di spicco, che raccoglierà e analizzerà gli studi e i dati già prodotti da ARPA e dalle autorità di bacino.
Questo tavolo avrà il compito di definire un cronogramma dettagliato e di stimare le risorse necessarie, basandosi su esempi virtuosi provenienti da altre capitali europee.
Parallelamente, il progetto regionale per la navigabilità del fiume, concepito come un’esperienza “slow”, sportiva e naturalistica, si configura come un complemento essenziale alla balneabilità, in linea con le richieste delle associazioni ambientaliste e promuovendo un turismo sostenibile e rispettoso dell’ecosistema fluviale.
La visione complessiva non mira a un’imposizione di un unico modello di fruizione, ma a creare un sistema integrato di servizi e infrastrutture che valorizzi la complessità del Tevere e lo restituisca alla collettività come patrimonio da proteggere e da vivere appieno.
L’impegno è quello di trasformare un elemento storico di divisione in un potente motore di sviluppo sociale, economico e ambientale per l’intera città di Roma.

