A pochi giorni dall’avvio di “Tutti Contano”, l’iniziativa promossa da fio.
Psd – Federazione Italiana Organismi per le Persone Senza Dimora – un messaggio di incoraggiamento giunge dalla più alta carica istituzionale: Monsignor Anthony Onyemuche Ekpo, Assessore per gli Affari Generali della Segreteria di Stato, ha rivolto un sentito appello ai migliaia di volontari che parteciperanno alla rilevazione nazionale sulle persone senza dimora.
L’operazione, che si prefigge di coinvolgere circa 10.000 volontari, non è semplicemente un censimento, ma un atto di profonda umanità, un’immersione nel tessuto sociale delle periferie urbane.
Il Papa Leone, con la sua guida spirituale, esorta a proseguire con rinnovato slancio in questa missione.
L’accoglienza e l’ascolto attivo, elementi centrali del progetto, non sono atti di carità fine a se stessi, ma espressioni concrete di un’identità cristiana che radica la sua essenza nella vicinanza al sofferente, nella compassione e nella tenerezza.
L’iniziativa si propone di incarnare lo stile di Dio, non attraverso proclami, ma attraverso azioni concrete rivolte a coloro che si trovano ai margini, esclusi dai circuiti sociali e privati di un tetto sicuro.
Il censimento, strutturato in tre giornate chiave – il 26, 28 e 29 gennaio – si estenderà a quattordici città metropolitane strategicamente selezionate: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma, Torino e Venezia.
Questa scelta territoriale non è casuale, ma riflette la concentrazione di problematiche legate alla marginalità sociale e alla povertà abitativa in questi centri urbani.
L’operazione “Tutti Contano” rappresenta un’opportunità unica per acquisire dati precisi e aggiornati sulla popolazione senza dimora, dati essenziali per orientare le politiche sociali e allocare risorse in modo efficace.
Il progetto non mira solo a quantificare la presenza di persone senza fissa dimora, ma a comprendere le loro storie, le loro esigenze, le loro speranze, al fine di promuovere inclusioni e offrire risposte concrete.
È un atto di riconoscimento della dignità umana, un invito a non voltare lo sguardo e a costruire una società più giusta e solidale, dove nessuno sia lasciato indietro.
Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla partecipazione attiva e consapevole di ciascun volontario, chiamati a diventare messaggeri di speranza e testimoni di un’umanità che non dimentica i propri fratelli.







