Ancona 2015: Wonder Woman contro il pregiudizio e l’omertà.

L’eco di una sentenza aberrante, quella che assolse con la fredda logica di un pregiudizio estetico i responsabili di uno stupro di gruppo ad Ancona nel 2015, risuona ancora.
Un’assoluzione che, successivamente ribaltata dalla Cassazione, ha lasciato un’impronta indelebile nel tessuto sociale e nella memoria collettiva.

Da questa ferita, da questo grottesco ribaltamento del ruolo di vittima e carnefice, Antonio Latella e Federico Bellini hanno tratto impulso per *Wonder Woman*, uno spettacolo che non si limita a ripercorrere i fatti, ma ne sviscera le implicazioni più profonde, denunciando un sistema che tradisce la giustizia e il rispetto per la dignità umana.
La vicenda, definita dalla Corte d’Appello con la sprezzante etichetta di “troppo mascolina per essere attraente”, diventa il catalizzatore di una riflessione corrosiva sul ruolo della società di fronte alla violenza sessuale.
L’appellativo disumanizzante “Vichingo”, utilizzato dai perpetratori, si trasforma in scena in una Wonder Woman contemporanea, una figura eroica impegnata in una battaglia estenuante contro un muro di indifferenza, negazione e colpevolezza diffusa.
La sua lotta non è contro singoli individui, ma contro un sistema pervaso da un’ambigua complicità.

Lo spettacolo non si concentra esclusivamente sugli imputati, ma estende il campo dell’accusa a un’intera comunità, permeata da un silenzio assordante o da una voyeuristica spettacolarizzazione del dolore.
I media, con la loro tendenza a ridurre la complessità dei fatti a sensazionalismo, sono implicitamente messi alla sbarra.
La giustizia, intesa come equità e tutela dei più vulnerabili, si rivela un’illusione, inghiottita da un’inerzia che sconfina nell’omertà.
Ogni interazione – con le forze dell’ordine, con il mondo giudiziario – si rivela un ostacolo, un ulteriore tassello in una spirale di negazione.

Con un cast composto da Maria Chiara Arrighini, Giulia Heathfield Di Renzi, Chiara Ferrara e Beatrice Verzotti, lo spettacolo, arricchito dai costumi di Simona D’Amico, dalle musiche e dal suono di Franco Visioli, dai movimenti di Francesco Manetti e Isacco Venturini, offre un’esperienza teatrale intensa e provocatoria.

Prodotto da TPE – Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Stabilemobile, *Wonder Woman* si propone come un grido d’allarme, un invito a non dimenticare, a non abituarsi alla brutalità di un sistema che continua a tradire la sua missione più alta: proteggere i più deboli e garantire un futuro fondato sulla giustizia e sulla dignità umana.

Lo spettacolo, in scena al Teatro Vascello di Roma dal 15 al 18 gennaio, è un monito a vigilare, a non restare complici del silenzio e a lottare per un mondo più giusto.

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