L’Etruria meridionale si proietta verso un futuro di rinascita culturale, un’ambizione che si concretizza in un progetto di candidatura inedito per il titolo di Capitale Italiana della Cultura nel 2028.
Un’area vasta, un mosaico di borghi, coste mozzafiato e un patrimonio archeologico di inestimabile valore, che si fa interprete di un’identità complessa e affascinante.
Il dossier, presentato a Villa Giulia, cuore pulsante del Museo Nazionale Etrusco, non è una candidatura isolata, bensì un’iniziativa corale, un’aggregazione virtuosa di dodici comuni – Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella, Tarquinia e Tolfa – uniti dalla volontà di valorizzare un territorio troppo spesso relegato ai margini del panorama nazionale.
Il titolo evocativo del progetto, “La cultura è volo”, affonda le sue radici nella simbologia etrusca, richiamando i celebri Cavalli alati di Tarquinia, figure iconiche che animano le pareti delle tombe dipinte, come la suggestiva Tomba della Caccia e della Pesca nella Necropoli dei Monterozzi.
Un omaggio all’avifauna che ha segnato l’arte e la vita quotidiana degli Etruschi, un volo metaforico verso la valorizzazione del patrimonio immateriale e materiale.
La visione per il periodo che intercorre tra la presentazione del dossier e il 2028 si articola su tre assi strategici.
In primo luogo, il recupero e la rivitalizzazione dei borghi e dei centri storici, per restituire dignità a luoghi spesso marginali e riscoprire le radici della comunità.
In secondo luogo, una riqualificazione mirata degli edifici storici, non solo come intervento di restauro, ma come occasione per creare nuovi spazi di aggregazione culturale e sociale.
Infine, un miglioramento radicale dell’accessibilità e della mobilità lenta, per rendere il territorio fruibile a tutti, favorendo un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.
L’ambizioso piano di sviluppo non si limita al territorio etrusco, ma include interventi significativi anche a Villa Giulia e presso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, con un’attenzione particolare al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e al porto cittadino, elementi cruciali per la comprensione della storia e dell’economia dell’area.
Il programma per Tarquinia Capitale della Cultura si declina in quattro temi principali, ognuno dei quali intende amplificare e interpretare il significato del volo degli uccelli.
“Trame di sapere” promuove mostre, esposizioni e attività accademiche per approfondire la conoscenza del mondo etrusco.
“Scene in movimento” stimola la creatività attraverso reading, ristampe e un concorso per la realizzazione di una serie televisiva a tema.
“Orizzonti che camminano” incoraggia l’esplorazione del territorio attraverso itinerari tematici, attività di birdwatching e festival dedicati alla natura.
Infine, “Tradizioni narranti” celebra le usanze locali, dai festeggiamenti dedicati al Carciofo fino al tradizionale Catana Day.
Il progetto è gestito da Etruskey, ente del Terzo Settore che coordina soggetti pubblici e privati, promuovendo una sinergia cruciale per il successo dell’iniziativa.
La fase successiva prevede la selezione dei finalisti, il cui esito sarà annunciato il 18 dicembre.
A marzo, i Comuni ammessi presenteranno i loro progetti alla giuria, culminando con la proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028, un traguardo che potrebbe segnare l’inizio di una nuova era per l’Etruria meridionale, un’area pronta a spiccare il volo verso il futuro.

