Il cuore pulsante di Roma, un isolato carico di storia e significati, si appresta a rivelare nuove narrazioni.
La Crypta Balbi, erede di un portico monumentale annesso al teatro di Lucio Cornelio Balbo, continua a generare scoperte, a riscrivere la cronologia del luogo e a offrire nuove prospettive interpretative.
L’entusiasmo del pubblico, testimoniato dai 2.115 visitatori dell’iniziativa “Cantiere Aperto” nei soli sei mesi di apertura, sottolinea l’importanza di questo sito archeologico e museale, un vero e proprio laboratorio a cielo aperto dove la stratificazione del tempo si manifesta in modo tangibile.
L’iniziativa “Cantiere Aperto”, che ha permesso al pubblico di assistere agli interventi in corso nel contesto del progetto “Urbs.
Dalla città alla campagna romana”, ha permesso di gettare luce su una fase poco conosciuta della storia romana, rivelando dettagli architettonici e decorativi del recinto templare collegato al teatro, e ponendo luce su una persistente attività funeraria che testimonia una vitalità urbana anche dopo la fine dell’uso del teatro e in un’epoca considerata precedentemente di declino.
Questi ritrovamenti archeologici, unitamente alle nuove tecnologie applicate all’indagine stratigrafica, ampliano la nostra comprensione della complessa evoluzione del quartiere.
Ora, sotto la guida di una nuova generazione di curatori, il Museo Nazionale Romano inaugura una fase di trasformazione, con l’obiettivo di rendere la conoscenza ancora più accessibile e coinvolgente.
Il progetto, concepito da Edith Gabrielli e proseguito da Federica Rinaldi, si rinnova per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più esigente e attento alla divulgazione scientifica.
Il 2026 vedrà la nascita di un ciclo di conferenze, “Il Museo si trasforma”, che accompagnerà il pubblico nel delicato processo di rinnovamento, illustrando gli interventi in corso e le loro implicazioni storiche e architettoniche.
La visione è quella di un complesso museale ampliato, arricchito da un centro di documentazione, un centro studi dedicato alla ricerca e alla didattica, un laboratorio urbano dedicato all’innovazione creativa e aree di aggregazione sociale.
La riqualificazione dell’isolato, in particolare il quadrante compreso tra via Caetani, via delle Botteghe Oscure, via dei Polacchi e dei Delfini, si prefigge di creare un polo di rigenerazione urbana, un punto di incontro tra la storia millenaria e la contemporaneità.
La fruibilità dello spazio sarà garantita attraverso la creazione di passaggi pedonali trasversali, elementi che favoriranno la permeabilità urbana e il dialogo tra le diverse funzioni.
Un percorso di passerelle, a quota rinascimentale e archeologica, offrirà al visitatore un’esperienza immersiva nella stratificazione del tempo, permettendo di apprezzare visivamente la sovrapposizione delle diverse epoche storiche.
Partendo dal Convento di Santa Caterina dei Funari, si potrà letteralmente scendere attraverso i livelli archeologici, testimoniando la continuità della vita urbana e le metamorfosi architettoniche che hanno plasmato il volto di Roma.
La Crypta Balbi, in definitiva, si configura come un palinsesto vivente, un libro di storia aperto a chiunque voglia decifrarne i segreti.

