Roma si appresta a diventare un fulcro cruciale per la difesa della libertà di espressione a livello globale con la nascita del centro italiano del PEN International.
L’annuncio, formalizzato durante l’evento “Più Libri Più Liberi” presso la Nuvola, segna un’evoluzione significativa per l’organizzazione, che si trova ad affrontare una crescente domanda di supporto a scrittori e scrittrici in tutto il mondo.
La necessità di questo nuovo centro romano emerge da una realtà allarmante: il numero di autori e autrici che necessitano di protezione dall’organizzazione PEN International è in rapida escalation. Mentre l’anno scorso l’associazione è stata in grado di assistere circa 300 persone, le richieste di aiuto hanno superato il numero di oltre mille.
Questo divario evidenzia una crisi profonda, che si manifesta non solo con la persecuzione diretta, ma anche con la difficoltà di accedere a risorse fondamentali come cure mediche, cibo e comunicazione, come testimoniato dalla storia commovente di uno scrittore il cui coniuge lottava contro il cancro e la famiglia si trovava in condizioni di estrema indigenza.
Il centro romano, guidato da Sandro Veronesi e sostenuto da figure di spicco come Paolo Giordano, Nicola Lagioia, Elena Stancanelli e Roberto Saviano, si presenta come un “Aspiring Pen Club”, un periodo di prova volto a dimostrare il proprio valore e la capacità di integrarsi pienamente all’interno della rete internazionale.
Questo status iniziale sottolinea l’importanza di un ampio sostegno e di una partecipazione attiva da parte della comunità letteraria e del pubblico.
L’attenzione del centro non si limita alla protezione immediata degli scrittori perseguitati, ma si proietta verso un’analisi critica delle sfide future.
Un tema particolarmente urgente è l’impatto dell’intelligenza artificiale (IA) sulla libertà di espressione.
Si prevede l’organizzazione di una giornata di studi e dibattito per valutare i rischi potenziali, come l’utilizzo dell’IA per diffondere disinformazione e screditare autori, con implicazioni che potrebbero portare a restrizioni legali e repressione.
L’importanza della missione del PEN International è stata ulteriormente sottolineata da Helena Janeczek, che ha rilevato una crescente volontà di minare le fondamenta della democrazia e dello stato di diritto a livello globale.
Secondo la scrittrice, la voce degli scrittori è essenziale per alimentare il pensiero critico e resistere a tali tendenze autoritarie.
Roberto Saviano ha messo in luce un cambiamento significativo nel panorama politico, evidenziando come il populismo abbia radicalmente alterato le priorità del dibattito pubblico.
A differenza degli anni ’70 e ’80, quando anche le democrazie più conservatrici sentivano la pressione di dimostrare il proprio impegno democratico e operavano nell’ombra quando limitavano la libertà di espressione, oggi i regimi autoritari godono di una crescente accettazione, e i loro successi economici, seppur spesso illusori, attirano consensi.
L’opposizione di uno scrittore viene così percepita come un’esagerazione, un gesto provocatorio che ignora la presunta mancanza di problemi reali, alimentando un clima di indifferenza e acquiescenza che mina la stessa possibilità di una società libera e aperta.

