domenica 31 Agosto 2025
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Wim Mertens a Roma: Un Viaggio Sonoro tra Forza e Resilienza

Wim Mertens, figura di spicco nel panorama musicale contemporaneo, ritorna a Roma per un’attesissima performance in solo piano, un’immersione nel suo recente lavoro discografico, *Ranges of Robustness*.

L’appuntamento, fissato per il 30 luglio presso la storica Casa del Jazz nell’ambito dei Concerti nel Parco, segna il ritorno di un artista che ha saputo plasmare un universo sonoro unico e profondamente personale.
La carriera di Mertens, avviata ufficialmente nel 1980, si snoda attraverso un percorso artistico eccezionalmente ricco e prolifico.
Più di settanta album registrati e una presenza costante sui palcoscenici di Europa, Nord e Centro America, Giappone, Thailandia e Russia testimoniano l’ammirazione e l’interesse che il suo lavoro suscita a livello globale.

*Ranges of Robustness*, pubblicato nel 2024, non è semplicemente un album, ma una riflessione stratificata sull’essenza della forza, declinata in tutte le sue sfumature: dalla resilienza fisica alla tenacia emotiva, dalla potenza creatrice alla vulnerabilità intrinseca.

Nove composizioni rappresentano, secondo la visione dell’artista, un tentativo di catturare e comunicare le complesse dinamiche del nostro tempo, caratterizzato da un’incessante mutamento e da una continua ricerca di significato.

La traiettoria di Mertens è inusuale e multidisciplinare.

Prima di consacrarsi compositore, si è formato come musicologo e ha maturato esperienza come produttore radiofonico, attività che gli ha fornito una solida base teorica e una profonda conoscenza del panorama musicale.
Il suo esordio discografico, *For Amusement Only* (1980), si distingue per la sua originalità concettuale, limitandosi a riprodurre i suoni di una sala giochi, un atto di rottura con le convenzioni del tempo.
A seguire, album come *At Home-Not at Home* (1981), *Vergessen* (1982), *Struggle for Pleasure* (1983) e *Maximizing the Audience* (1984) consolidarono la sua identità artistica, caratterizzata da un linguaggio compositivo innovativo e una sperimentazione sonora audace, che spazia dal piano solo a orchestrazioni sinfoniche imponenti.
Mertens è noto per la sua predilezione per strumentazioni non convenzionali, spesso impiegando combinazioni insolite come dodici ottavini, dieci tromboni bassi o tredici clarinetti, al fine di creare atmosfere uniche ed evocative.

La sua curiosità intellettuale lo ha portato a scrivere *American Minimal Music* (1980), un’opera pionieristica che ha contribuito a diffondere la conoscenza e l’apprezzamento della musica minimalista americana, analizzando a fondo le opere di compositori come Steve Reich e Philip Glass.

Questa pubblicazione rivela la sua profonda comprensione delle strutture musicali ripetitive e la sua capacità di interpretare e assimilare influenze diverse, trasformandole in un linguaggio compositivo distintivo e personale.
L’incontro con la musica minimalista ha profondamente influenzato la sua estetica, portandolo a esplorare il potere della ripetizione e della variazione, elementi chiave della sua produzione musicale.

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