Gaza: Abbattere il Silenzio, Urgente Appello per la Libertà di Stampa.

Il silenzio imposto sulla Striscia di Gaza e sui territori palestinesi occupati non è più tollerabile.
Un appello urgente, promosso con forza dal Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente, dalla Federazione Nazionale Stampa Italiana e dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, sollecita il governo italiano e le istituzioni europee ad assumere un ruolo attivo e determinato, superando l’inerzia e l’ambiguità che hanno finora caratterizzato la loro azione.

La richiesta non è una mera formalità, ma una necessità impellente: revocare immediatamente il blocco all’accesso dei giornalisti internazionali a Gaza e rimuovere le restrizioni che affliggono la stampa in Cisgiordania e Gerusalemme Est.

Questa restrizione non è un dettaglio accessorio di un conflitto, ma un atto deliberato volto a soffocare la verità e a manipolare la narrazione globale.

Da oltre due anni, la Striscia di Gaza è una prigione mediatica, un territorio isolato dal mondo, dove la voce palestinese è sistematicamente soppressa e sostituita da una prospettiva unica, quella della potenza militare occupante.
La morte di oltre 300 operatori dell’informazione palestinesi, vittime dell’Idf, non è un tragico evento collaterale, ma una strategia brutale per eliminare testimoni scomodi e per cancellare la memoria di un popolo.
Ogni giornalista assassinato, ogni redazione distrutta, rappresentano ferite profonde non solo alla libertà di stampa, ma al diritto fondamentale dell’umanità di essere informata, di conoscere la verità.

L’Europa, nata come baluardo contro la censura e l’oppressione, si trova di fronte a una scelta cruciale: rimanere spettatrice impotente di questa violazione dei diritti umani fondamentali o ergersi a garante della libertà di informazione.

L’apertura dei valichi di Gaza non è solo una questione di accesso fisico, ma un imperativo morale che investe l’intera comunità internazionale.
È necessario istituire una missione indipendente, dotata di poteri effettivi, per monitorare la libertà di stampa nei territori occupati e garantire la protezione dei reporter, palestinesi e stranieri, esposti quotidianamente a pericoli e intimidazioni.
Il ricordo del giornalista palestinese Alhassan Selmi, che ha lanciato un messaggio video commovente, sottolinea l’urgenza della situazione.

La sua richiesta disperata di equipaggiamento per i colleghi sopravvissuti, la cui attrezzatura è sotto le macerie, è un appello alla solidarietà e alla responsabilità.
L’accordo per il cessate il fuoco, che prevede l’apertura delle frontiere ad aiuti umanitari e giornalisti, rappresenta un’opportunità concreta che non può essere ignorata.
Difendere la libertà di stampa significa difendere la libertà di tutti, promuovere la giustizia e preservare la dignità umana.
Ogni giorno di silenzio, ogni barriera eretta per impedire la circolazione della verità, perpetua un ciclo di violenza e ingiustizia.

La comunità europea, il governo italiano, hanno il dovere di agire con coraggio e determinazione, perché il diritto di informare è un diritto inalienabile, un pilastro fondamentale di ogni democrazia.

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