Il rito del Giovedì Santo, uno dei momenti più solenni del calendario liturgico cristiano, vedrà Papa Leone ripristinare la consuetudine di celebrare la Messa in Coena Domini, e la toccante “lavanda dei piedi”, all’interno della Basilica di San Giovanni in Laterano.
L’appuntamento è fissato per le ore 17:30 del 2 aprile, una scelta significativa che segna un ritorno a pratiche secolari, in contrasto con le scelte del suo predecessore.
Precedentemente, Papa Francesco aveva orientato le celebrazioni del Giovedì Santo verso luoghi carichi di significato simbolico, destinati a richiamare l’attenzione sulla fragilità umana e sulla necessità di accoglienza.
Le carceri, con le loro storie di redenzione e di marginalità, e i centri di accoglienza per migranti, luoghi di speranza e di transizione, erano stati teatro di riti che miravano a sottolineare la vicinanza del Pontefice ai più vulnerabili.
L’ultimo atto di Papa Bergoglio, celebrato il 17 aprile 2025, pochi giorni prima del suo decesso, all’interno del carcere di Regina Coeli, rimane un’immagine potente della sua opera pastorale, un gesto di empatia e di riconoscimento della dignità intrinseca di ogni individuo, indipendentemente dalle circostanze.
La scelta di Papa Leone, invece, riporta l’attenzione sul significato intrinseco del rito, radicato nella storia della Chiesa.
La Basilica di San Giovanni in Laterano, antica sede del papato e culla del cristianesimo romano, evoca una continuità millenaria e un senso di stabilità.
La lavanda dei piedi, gesto che ripercorre l’episodio biblico dell’Ultima Cena, simboleggia l’umiltà, il servizio e la dedizione al prossimo, valori fondamentali del messaggio evangelico.
Il ritorno alla Basilica Lateranense può essere interpretato come un invito a riscoprire le radici della fede, a rafforzare il legame con la tradizione e a contemplare la figura di Cristo, servo dei servi.
Questa decisione, pur rispettando la memoria delle scelte precedenti, apre a una nuova riflessione sul significato della liturgia e sul ruolo del Pontefice.
Il gesto di Papa Leone non nega l’importanza dell’attenzione ai margini, bensì la riconduce a un contesto più ampio, quello della tradizione e del messaggio evangelico, invitando tutti i fedeli a un profondo esame di coscienza e a una rinnovata testimonianza di fede.
La Messa del Crisma, celebrata in precedenza nella Basilica di San Pietro, contribuirà a delineare un quadro liturgico completo, caratterizzato da un equilibrio tra continuità e rinnovamento.








