L’eco del dolore si propaga sulla città.
Roma, sgomenta, piange la perdita di Octay Stroici, un uomo che incarna la dignità del lavoro e la fragilità umana, strappato alla vita dal tragico crollo della Torre dei Conti.
Un evento che scuote le fondamenta della nostra comunità, esponendo le cicatrici di un patrimonio edilizio complesso e la necessità urgente di una riflessione profonda.
A nome dell’amministrazione capitolina e con profonda partecipazione, elevo un pensiero commosso alla famiglia di Octay, ai suoi colleghi, a chi condivideva con lui un percorso di vita interrotto brutalmente.
La perdita di una persona amata è una ferita incolmabile, un vuoto che nessuna parola può davvero riempire.
Ma è nostro dovere, come comunità, stringersi ai suoi cari, offrire sostegno e conforto in questo momento di profonda sofferenza.
Questo tragico evento non è solo un lutto personale, ma una ferita aperta per l’intera città.
Ci interroga sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, sull’importanza di garantire standard elevati di prevenzione e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti di chi, quotidianamente, contribuisce a mantenere in vita la nostra storia e la nostra economia.
La Torre dei Conti, testimone silenziosa di secoli di vicende romane, si erge ora come simbolo di una fragilità che non possiamo più ignorare.
Desidero esprimere la più sentita gratitudine ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine, ai soccorritori, al personale medico e a tutti coloro che, con abnegazione e competenza, hanno operato senza sosta in una situazione di estrema difficoltà e angoscia.
La loro professionalità, la loro dedizione e il loro coraggio sono un faro di speranza in un momento di profondo smarrimento.
Le loro azioni, seppur non in grado di cancellare il dolore, hanno contribuito a lenire la sofferenza e a garantire la massima assistenza possibile.
Questo lutto ci impone un esame di coscienza collettivo.
È imperativo che si faccia luce sulle cause di questo crollo, che si verifichi un’indagine approfondita e trasparente, e che si adottino misure concrete e definitive per prevenire il ripetersi di simili tragedie.
Dobbiamo tutelare la sicurezza dei lavoratori, valorizzare il nostro patrimonio architettonico e garantire che la città di Roma possa continuare a crescere in modo sostenibile e sicuro per tutti i suoi abitanti.
La memoria di Octay Stroici ci accompagni in questo percorso, ispirandoci a costruire una città più giusta, più sicura e più umana.

