L’ATP, l’organo di governo del tennis professionistico maschile, ha annunciato una revisione radicale dei protocolli relativi alle condizioni meteorologiche estreme, introducendo a partire dal 2026 un sistema di misure più stringenti e proattive volte a salvaguardare la salute degli atleti.
La decisione, maturata sulla scorta delle polemiche e dei disagi vissuti nella stagione precedente, testimonia una crescente consapevolezza dei rischi connessi all’esposizione prolungata a temperature elevate, umidità e venti intensi.
Il nuovo regolamento, già implementato con successo nel circuito WTA femminile, non si limita a prevedere sospensioni occasionali, ma definisce una scala di interventi graduati, basati sull’indice WBGT (Wet Bulb Globe Temperature), un parametro scientifico che valuta l’effetto combinato di temperatura, umidità relativa e velocità del vento sul corpo umano.
Questo indice, a differenza di una semplice misurazione della temperatura, tiene conto del carico termico percepito dagli atleti, offrendo una valutazione più accurata del rischio di stress da calore.
Il protocollo prevede una pausa obbligatoria di dieci minuti durante il terzo set, se l’indice WBGT supera la soglia di 30,1 durante i primi due set.
Questa misura, sebbene apparentemente minore, rappresenta un primo segnale di attenzione alla prevenzione dell’affaticamento e dell’ipertermia.
Superata la soglia di 32,2, la partita sarà interrotta, garantendo la possibilità di una valutazione medica più approfondita e l’eventuale riprogrammazione dell’incontro.
La decisione dell’ATP non è solo una risposta alle critiche emerse, come quella del giocatore danese Holger Rune, che aveva sollevato interrogativi sulla sicurezza degli atleti durante il torneo di Shanghai, ma riflette un cambiamento di paradigma nella gestione delle competizioni sportive.
Il nuovo protocollo estende la tutela non solo ai giocatori, ma anche a tutto il personale coinvolto nei tornei, inclusi spettatori, arbitri, raccattapalle e il team organizzativo, riconoscendo la responsabilità dell’ATP nel garantire un ambiente di lavoro sicuro per tutti.
L’abbandono della precedente discrezionalità del supervisore del torneo, che si basava su valutazioni soggettive e spesso insufficienti, a favore di criteri oggettivi e scientifici, segna un passo avanti significativo nella protezione della salute degli atleti.
L’implementazione del nuovo regolamento, a partire dal 6 gennaio 2026 con l’inizio della United Cup in Australia e i primi tornei individuali a Brisbane e Hong Kong, rappresenta un impegno concreto dell’ATP verso un tennis più sicuro e sostenibile, in un’era caratterizzata da eventi meteorologici sempre più estremi e imprevedibili.
Il futuro del tennis, si prospetta, sarà sempre più legato alla capacità di adattarsi e mitigare gli impatti del cambiamento climatico.

