Il ritorno del Giro d’Italia in Sardegna, dopo un’assenza di quindici anni, si configura come un’iniziativa strategica di portata significativa, ben più di una semplice competizione ciclistica.
Dal 25 febbraio all’1 marzo, l’isola si accenderà con cinque tappe impegnative per un totale di 830 chilometri, offrendo un’opportunità unica per un’esaltazione del territorio e della sua identità culturale.
Questo evento, orchestrato dalla Regione Sardegna, trascende il mero ambito sportivo per diventare un veicolo potente di promozione turistica destagionalizzata.
L’itinerario, accuratamente studiato, si snoda attraverso aree meno conosciute e valorizzate, ma intrinsecamente legate alla storia millenaria dell’isola: le affascinanti domus de janas, testimonianze di un passato misterioso, e i maestosi nuraghi, sentinelle di pietra che narrano storie di civiltà perdute.
La partenza da Castelsardo, con il suo borgo medievale a picco sul mare, e l’arrivo a Bosa, incantevole città colorata, segnano l’inizio di un viaggio emozionante attraverso paesaggi contrastanti e suggestivi.
Le tappe successive, Oristano-Carbonia, Cagliari-Tortolì, Arbatax-Nuoro e il gran finale a Nuoro, disegnano un percorso che abbraccia la varietà geografica sarda, dalle coste frastagliate all’entroterra montuoso.
La Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha sottolineato come il Giro rappresenti un’occasione imperdibile per proiettare l’immagine della Sardegna al di là delle tradizionali rotte turistiche estive, in sinergia con le celebrazioni del Carnevale e le ancestrali tradizioni che animano l’isola.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio progetto di rilancio turistico, che punta a diversificare l’offerta e a distribuire i flussi nel corso dell’anno, in vista di eventi di risonanza internazionale come l’America’s Cup e il rally.
L’assessore al Turismo, Franco Cuccureddu, ha evidenziato la coerenza dell’evento con la strategia regionale di destagionalizzazione, mentre l’assessora alla Cultura, Ilaria Portas, ha sottolineato il valore aggiunto per la promozione del patrimonio storico-artistico sardo.
La presenza di figure emblematiche del ciclismo italiano come Fabio Aru, Claudio Chiappucci, Francesco Moser e Gianni Bugno, assieme al presidente della Lega ciclismo professionistico, Roberto Pella, testimonia l’importanza attribuita all’evento a livello internazionale.
L’elevato interesse suscitato, con un overbooking di team desiderosi di partecipare, preannuncia una copertura mediatica di ampio respiro, capace di amplificare la visibilità della Sardegna nel mondo.
Il Giro d’Italia in Sardegna vanta una storia prestigiosa, risalente al 1958, e nel suo albo d’oro figurano nomi leggendari che hanno scritto la storia del ciclismo mondiale.
Per onorare il legame con il territorio, il Giro di Sardegna adotta una nuova identità visiva: la maglia azzurra, equivalente della celebre maglia rosa del Giro d’Italia, simboleggia l’unicità dell’isola; la maglia verde celebra le aspre montagne e i paesaggi interni; la maglia arancio è riservata ai giovani talenti; e la maglia bianca, decorata con i simboli dei nuraghi, premia il miglior classificato a punti.
Questa edizione si preannuncia come un’esperienza indimenticabile, un connubio perfetto tra sport, cultura e promozione del territorio sardo.







