La presenza di Sead Kolasinac nell’elenco dei convocati per l’imminente sfida contro il Milan si configura come un elemento di potenziale sorpresa, un’incognita che si intreccia con un percorso di recupero complesso e graduale.
Da quel fatidico 13 aprile, data che lo ha visto uscire dal campo di Bologna a causa di una lesione significativa al ginocchio, il difensore bosniaco è stato assente dai ranghi della prima squadra.
Il rientro in piena forma, tuttavia, non è imminente.
La sua riabilitazione è stata gestita con estrema cautela, una progressione articolata in diverse fasi cruciali.
Inizialmente, un periodo di recupero mirato nella squadra Primavera ha permesso di ristabilire una base di forza e coordinazione.
Successivamente, un percorso più intenso con la formazione Under 23 ha rappresentato un passo successivo verso la piena integrazione.
Attualmente, Kolasinac si trova nella seconda settimana di allenamento con il gruppo principale, un segnale di progresso ma che non garantisce ancora la sua idoneità alla competizione.
La decisione di inserirlo o meno nella lista dei convocati, che l’allenatore Ivan Juric definirà ufficialmente nelle prossime ore, è dettata da una complessa valutazione.
Juric, certamente, terrà conto non solo delle condizioni fisiche di Kolasinac, ma anche della necessità di valutare il suo stato psicologico e la sua capacità di gestire la pressione che accompagna il ritorno dopo un infortunio di tale portata.
L’inserimento nella lista, seppur a scopo precauzionale, potrebbe rappresentare un segnale di incoraggiamento per il giocatore e un modo per monitorare da vicino la sua reazione all’ambiente della prima squadra.
Al di là dell’aspetto puramente tattico, la presenza di un giocatore di esperienza come Kolasinac, anche solo come elemento di supporto, può avere un impatto positivo sull’umore del gruppo e fornire alternative strategiche in caso di necessità.
La sua esperienza internazionale e la sua capacità di leadership sono risorse preziose, e la sua possibile convocazione, seppur non scontata, riflette la volontà di sfruttare al meglio tutte le potenzialità a disposizione.
La situazione di Kolasinac incarna, in definitiva, un punto di equilibrio tra l’urgenza di recuperare un giocatore chiave e la prudenza necessaria per preservarne la salute e la carriera.






