La NBA, in un’audace riprogettazione del suo iconico All-Star Game, celebra il 75° anniversario con una formula inedita, espandendo il concetto di competizione e inclusione globale.
Lungi dalla tradizionale dicotomia tra Eastern e Western Conference, l’edizione 2024 introduce un nuovo protagonista: il World Team, una squadra che incarna il crescente impatto e la vibrante diversità del basket a livello mondiale.
L’evento, una vera e propria vetrina del talento, si svolgerà presso l’Intuit Dome di Inglewood, California, l’avveniristica arena dei Los Angeles Clippers, simbolo di innovazione e progresso nel panorama sportivo americano.
Il format triangolare prevede una serie di incontri intensi, quattro partite di 12 minuti ciascuna, culminanti in una finale che determinerà il vincitore.
L’All-Star Game 2026, pur mantenendo il format a tre squadre, evolverà ulteriormente nell’assegnazione dei giocatori.
Dimenticata la selezione basata su criteri predefiniti, i 24 partecipanti (8 per squadra) saranno scelti esclusivamente in base al valore dimostrato sul parquet, premiando performance e contributo effettivo.
Il processo di selezione dei titolari si trasforma in un’esperienza partecipativa e democratica.
Un sistema di voto complesso e ponderato coinvolgerà tre gruppi chiave: i tifosi, i giocatori NBA attivi e un panel di esperti giornalisti.
Il peso del voto popolare, pari al 50%, si combina con l’opinione dei professionisti del settore (25% per i giocatori e 25% per i media), creando un meccanismo di selezione più ampio e rappresentativo.
Le sette riserve per ciascuna Conference, cruciali per garantire profondità e versatilità alle squadre, saranno scelte direttamente dagli head coach della NBA, testimoni diretti del talento e del potenziale dei giocatori.
Un elemento di flessibilità è stato previsto per gestire scenari imprevisti.
Qualora il voto popolare e le selezioni non garantissero la composizione desiderata – ovvero, 16 giocatori statunitensi e 8 provenienti da altre nazioni – il Commissioner Adam Silver interverrà con convocazioni supplementari, assicurando il rispetto della struttura concettuale del torneo e celebrando la globalizzazione del basket.
Questo approccio ibrido, che mescola la partecipazione popolare con l’esperienza degli addetti ai lavori e la salvaguardia di un equilibrio internazionale, mira a ridefinire il significato dell’All-Star Game come celebrazione del talento, dell’inclusione e della passione globale per il basket.





