Sorprese Abu Dhabi: i rookie dominano i test F1 2025

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La stagione 2025 del Campionato Mondiale di Formula 1 si è conclusa con una sessione di test intensivi condotta da Pirelli ad Abu Dhabi, un’occasione cruciale per valutare le nuove specifiche di pneumatici e per le scuderie di affinare le vetture in vista della stagione successiva.
I risultati di questa giornata hanno riservato diverse sorprese, con una classifica che ha sovvertito le gerarchie abituali e messo in luce un nuovo gruppo di piloti emergenti.

Al comando si è distinto Crawford, alla guida di una Aston Martin che ha fissato il riferimento cronometrico in 1’23’’766, performance che testimonia il notevole progresso compiuto dalla scuderia britannica nello sviluppo aerodinamico.

A seguire, con tempi competitivi, si sono posizionati Aron, su Sauber, e Browning, con la Williams.

Un elemento particolarmente degno di nota è che le prime cinque posizioni sono state occupate da piloti debuttanti, segnando un ricambio generazionale inatteso e promettente per il futuro della Formula 1.
Questo dato suggerisce un cambiamento strategico delle scuderie, che sembrano orientate a puntare su talenti freschi e potenzialmente in grado di portare innovazione e dinamismo in pista.
La prima vettura “mule car”, ovvero una macchina di prova con specifiche tecniche sperimentali, è apparsa al sesto posto, guidata dal giovane Kimi Antonelli su Mercedes.

La presenza di una mule car così in alto nella classifica indica un impegno significativo da parte della casa tedesca nel continuo sviluppo tecnologico, volto a spingere i limiti delle prestazioni.

La Ferrari, pur non raggiungendo i tempi di testa, ha fornito indicazioni interessanti.

Beganovic, al volante della SF-25, si è piazzato nono, un risultato incoraggiante per la squadra italiana.
Lewis Hamilton, undicesimo, e Charles Leclerc, quattordicesimo con la mule car, hanno offerto dati utili per l’analisi e l’affinamento delle strategie di sviluppo.

La performance delle due mule car suggerisce un percorso di ottimizzazione ancora in corso, ma con un potenziale di miglioramento significativo.
Lando Norris, campione del mondo in carica e con un casco celebrativo dorato, ha concluso la sessione in dodicesima posizione.

Un piazzamento contenuto, forse frutto di un approccio conservativo o di un test specifico volto a valutare differenti assetti di vettura.
La presenza di un campione del mondo così in basso nella classifica ha acceso il dibattito tra gli addetti ai lavori, alimentando speculazioni sulle possibili strategie delle scuderie e sulle evoluzioni tecnologiche che caratterizzeranno la prossima stagione.

L’intera sessione di test ha fornito un quadro complesso e dinamico, con sorprese e conferme che delineano un panorama in continua evoluzione nel mondo della Formula 1.
Le performance dei rookie, la presenza di mule car e la posizione di Norris, insieme ai tempi registrati da Ferrari e Aston Martin, hanno offerto spunti di riflessione e prefigurano un campionato 2026 potenzialmente più combattuto e imprevedibile.

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