L’Acquisizione dello Stadio Mezza: Tra Indagini, Accuse di Turbativa e Prospettive di un Futuro PolifunzionaleL’acquisizione dello stadio San Siro da parte di Inter e Milan, un evento che segna una svolta nel panorama calcistico milanese, è avvolta da un’ombra di sospetti e un’indagine giudiziaria in corso.
Mentre i due club siglano il rogito per l’acquisto dell’impianto e dell’area circostante, versando 197 milioni di euro al Comune, la Procura di Milano apre un’inchiesta che inizialmente riguardava una presunta violazione del codice dei Beni Culturali, ma che ora si concentra su possibili turbativa d’asta.
La vicenda si dipana attorno al metodo scelto per la cessione: una raccolta di manifestazioni di interesse, considerata da alcuni un percorso che avrebbe potuto essere affiancato da una gara internazionale più trasparente.
Il promoter musicale Claudio Trotta, figura chiave nel comitato “Sì Meazza” e tra i primi a sollevare dubbi sulla correttezza della procedura, è stato recentemente interrogato dai pubblici ministeri Paolo Filippini, Giovanna Cavalleri e Giovanni Polizzi.
Le indagini, alimentate anche dalla perquisizione di carte e telefoni effettuata lo scorso luglio nell’ambito di un’inchiesta più ampia sulla gestione dell’urbanistica, hanno portato alla luce comunicazioni compromettenti.
Trotta, durante la sua deposizione, ha ripercorso la sequenza degli eventi che si sono svolti negli ultimi cinque anni, fino alla recente lettera aperta indirizzata al sindaco Giuseppe Sala.
Il promotore ha espresso rammarico per non essere riuscito a presentare un’offerta, a causa delle tempistiche ristrette imposte dall’avviso per la raccolta delle manifestazioni di interesse, pubblicato il 14 marzo e concluso il 30 aprile.
Questo ha portato Trotta a insinuare la possibilità che il bando fosse stato “costruito su misura”, pur non disponendo di prove concrete.
Nel 2019, Trotta aveva proposto un bando internazionale per la ristrutturazione e la futura gestione dello stadio, con l’obiettivo di creare una struttura polifunzionale.
Il progetto prevedeva l’abbandono del terzo anello, la realizzazione di una copertura retrattile per consentire l’utilizzo dell’impianto 365 giorni all’anno e l’installazione di un prato retrattile per ospitare eventi diversi dal calcio, come concerti e partite di rugby.
Un elemento cruciale era il miglioramento dei servizi per il pubblico, senza privilegiare gli spazi destinati ai club.
Per illustrare la sua visione, Trotta aveva presentato al sindaco Sala e al dg di Palazzo Marino, Christian Malangone, il general manager della Asm Global, sottolineando che lo stadio poteva essere sostenibile anche senza la partecipazione delle due società calcistiche.
La situazione attuale contrasta nettamente con la precedente visione di un impianto polifunzionale.
L’acquisizione da parte di Inter e Milan è stata definita da Trotta come un’operazione di speculazione immobiliare, resa possibile da una procedura accelerata che ha concesso solo 37 giorni per presentare un’offerta alternativa.
Questa tempistica così breve solleva ulteriori interrogativi sulla trasparenza e l’equità del processo.
La vicenda dello stadio Mezza si configura quindi come un caso emblematico di conflitti di interesse, accuse di turbativa d’asta e la contrapposizione tra una visione di un impianto polifunzionale aperto alla città e un progetto legato agli interessi privati.
L’inchiesta in corso potrebbe portare alla luce ulteriori dettagli e chiarire se la procedura di cessione sia stata condotta nel rispetto delle leggi e nell’interesse pubblico.

