Trapani fuori dal campionato: un addio traumatico al basket.

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Il silenzio cala sul parquet della Fiera di Bologna, un’assenza assordante che segna un punto di non ritorno per la pallacanestro siciliana.

La sfida tra la Virtus Bologna e la Trapani Shark, precedentemente in programma, non avrà luogo, un segnale tangibile di una crisi profonda che attanaglia il club trapanese, proiettandolo verso un addio prematuro al campionato.

Un destino amaro per una squadra che, solo un anno prima, aveva incantato il pubblico con un gioco spettacolare, ora inghiottita da una spirale di penalizzazioni, sanzioni economiche e provvedimenti disciplinari.
La cancellazione di questa partita, con l’assegnazione di un 20-0 a tavolino a Bologna, rappresenta il preludio a una potenziale esclusione definitiva dal torneo.

L’azione, formale e inequivocabile, rischia di ridurre il numero di partecipanti al campionato a quindici, lasciando un vuoto tangibile nel panorama cestistico nazionale.

La Lega Basket, con un comunicato ufficiale, ha subito riprogrammato la quattordicesima giornata, confermando in diretta nazionale la sfida tra Banco di Sardegna Sassari e Germani Brescia, un tentativo di mitigare l’impatto di questo evento destabilizzante.
L’odierna vicenda è il culmine di un lungo e travagliato percorso, costellato da complesse battaglie legali, ricorsi e tensioni crescenti tra i vertici della Federazione Italiana Pallacanestro (FIP), la Lega Basket e la dirigenza trapanese.

Le origini della crisi affondano in irregolarità nei versamenti degli anni precedenti, che hanno portato all’applicazione di una penalizzazione iniziale di quattro punti, successivamente incrementata con un quinto per un mancato pagamento.

A questa spirale negativa si sono aggiunti i dolorosi addii di figure chiave: l’esonerazione del coach Jasmin Repesa, la partenza del capitano Amar Alibegovic e dei giocatori americani Timothy Allen e Jordan Ford, impoverendo ulteriormente il roster.
Le sanzioni pecuniarie, pari a 50.000 euro per ogni partita disputata con meno di dodici giocatori a disposizione, unite alla violazione del vincolo “6+6” (l’obbligo di schierare almeno sei giocatori italiani e sei stranieri), hanno ulteriormente aggravato la situazione finanziaria e sportiva del club.

La decisione del Tribunale della FIP, con l’inibizione di due anni per il presidente Valerio Antonini e una penalizzazione di tre punti per la società, ha reso la situazione insostenibile, portando il totale dei punti di penalizzazione a otto.

Il tentativo di Trapani, costretta a schierarsi in campo senza un allenatore e con l’italo-americano John Petrucelli temporaneamente assunto come giocatore-allenatore, di ottenere il rinvio della partita, motivato dalla carenza di atleti disponibili, è stato respinto dalle istituzioni.

La successiva decisione di non recarsi a Bologna, culminata oggi con la certificazione della cancellazione dell’impegno, suggella un epilogo drammatico e un’uscita di scena sempre più imminente, lasciando un’eredità di amare riflessioni sul futuro del basket in Sicilia e sulla necessità di un rinnovato impegno verso la trasparenza e la correttezza all’interno del sistema sportivo nazionale.

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