L’inverno alpino francese ha consacrato un’ennesima performance di spessore per il biathlon italiano, con Dorothea Wierer protagonista di una sprint a Le Grand-Bornand che la proietta nuovamente sul podio mondiale.
La prova, intrisa di tensione e imprevedibilità, ha visto l’azzurra cogliere il terzo posto in 19’31″1, un risultato che consolida il suo straordinario curriculum agonistico, arricchendolo con il podio numero 52 nella sua carriera individuale – un dato che testimonia una longevità e una costanza eccezionali in un sport notoriamente esigente.
La vittoria è andata alla svedese Hanna Oeberg, che ha tagliato il traguardo in 19’24″9, dimostrando una precisione impeccabile nei poligoni e una notevole velocità in sciata.
Il margine di 3 secondi e 3 centesimi che l’ha separata dalla francese Lou Jeanmonnot, seconda classificata, sottolinea la competizione agguerrita e la sottile linea che divide il successo dalla sconfitta in questa disciplina.
La competizione, oltre a premiare l’efficacia tecnica e atletica, ha rivelato dinamiche interessanti in termini di gestione della pressione e di adattamento alle condizioni ambientali.
Il percorso, impegnativo, ha messo a dura prova la resistenza fisica e la concentrazione delle atlete, rendendo cruciale ogni decisione, ogni errore.
La prova di Lisa Vittozzi, altra punta di diamante del biathlon italiano, si è conclusa al quarto posto, a pochi secondi dal podio.
Un risultato significativo che, pur mancando l’ambito metallo, conferma il suo status di atleta di alto livello e offre prospettive incoraggianti per le prossime competizioni.
La performance complessiva della squadra italiana a Le Grand-Bornand rappresenta un segnale importante in vista degli appuntamenti cruciali della stagione, come i Campionati Mondiali.
La combinazione di esperienza, talento e resilienza dimostrata dalle atlete azzurre proietta il biathlon italiano come una forza rilevante nel panorama internazionale, capace di competere ad armi pari con le nazioni storicamente dominanti.
L’esperienza di Wierer, in particolare, si rivela un punto di riferimento imprescindibile per le più giovani, mentre la crescita costante di Vittozzi suggerisce un futuro ricco di promesse per il movimento.





