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Tecnologia

Spotify, nel 2027 remix e cover generati con l'intelligenza artificiale

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Spotify, nel 2027 remix e cover generati con l'intelligenza artificiale

Spotify intende lanciare all'inizio del 2027 un nuovo servizio basato sull'intelligenza artificiale che consentirà agli abbonati di realizzare versioni personalizzate di brani esistenti, tra remix e cover. Secondo indiscrezioni riferite da persone vicine al dossier, l'obiettivo è il primo trimestre dell'anno, con una presentazione che potrebbe coincidere con la cerimonia dei Grammy Awards. Il costo aggiuntivo allo studio si aggira tra i 4 e i 5 dollari mensili, ma tempistiche e prezzo non sono definitivi. L'azienda non ha voluto commentare. 

Il meccanismo prevede, per esempio, la trasformazione di un brano folk in un pezzo dance, oppure la riproposizione di una canzone di un artista con la voce di un altro. Si tratta di un'impostazione diversa da quella di piattaforme come Suno, che generano canzoni inedite a partire da istruzioni testuali: qui si interviene invece su opere già esistenti, appartenenti a musicisti che hanno aderito all'iniziativa. 

Sul piano dei diritti, la società ha già raggiunto accordi con Universal Music Group, con Merlin, che rappresenta le etichette indipendenti, e con la francese Believe. Restano aperte le trattative con Sony Music e Warner Music. L'adesione dei singoli artisti è comunque facoltativa, anche quando la loro casa discografica ha firmato l'intesa. Spotify e Universal stanno incontrando direttamente i musicisti per convincerli, e la partita appare più complessa con le grandi star contemporanee che con gli interpreti affermati da più tempo. Olivia Rodrigo, sotto contratto con Universal, ha dichiarato di recente al Hollywood Reporter di opporsi con fermezza all'uso dell'IA nella propria musica. 

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Per quanto riguarda i compensi, i proventi generati dai contenuti creati dagli utenti verrebbero riconosciuti agli autori originali. È allo studio anche un sistema che consenta di inserire i remix nelle playlist, con gli ascolti conteggiati a favore dei brani di partenza nelle classifiche della piattaforma. Il co-amministratore delegato Gustav Söderström ha sostenuto, in un intervento a settembre, che gli artisti degli anni Ottanta e Novanta possano trarre vantaggio dalla novità, perché le versioni create dai fan accrescerebbero la quota da loro percepita sul totale dei ricavi da streaming. 

Fonte: Adnkronos
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