Stop alle pellicce: la moda, oggi, rispetta l’ambiente e gli animali.

Stop alle pellicce: la moda, oggi, rispetta l’ambiente e gli animali.

Stop alle pellicce: la moda, oggi, rispetta l’ambiente e gli animali” è diventato il nuovo mantra della moda. Non è di certo un mistero che il fashion sta riscoprendo un animo ambientalista e nelle collezioni è sempre più presente un’indole dedita all’etica. Ed ecco che nel settore moralità ed estetica cominciano a camminare di pari passo verso un’idea di bellezza che non rinuncia all’ostentazione; ma strizza l’occhio all’eco sostenibilità e al rispetto dell’ecosistema.

Stop alle pellicce: la moda risponde così…

Stella Mc Cartney

Il nuovo paradigma del fashion abbraccia il green e il pensiero di moda impegnata e critica diventa il passe-partout delle generazioni e creazioni future. Il concetto di sostenibilità non è univoco ed è per questo che le aziende della moda rivedono, secondo coscienza, la loro produzione; rivoluzionando il loro sistema operativo, produttivo e creativo. Tanti sono i modi per essere sostenibili: a riguardo ci sono maison che s’impegnano nella ricerca di nuovi tessuti naturali; si adoperano per riciclare stoffe e filati; si prodigano per ridurre le emissioni di CO2; limitano l’impiego di acqua durante il processo di produzione; ricorrono all’uso di un’energia pulita e non utilizzano pellami animali. 

La moda, oggi, rispetta l’ambiente e gli animali con il programma animal-free.

A proposito delle aziende che hanno appoggiato il programma animal-free, è in continuo aumento il numero di stilisti che hanno abolito dalle loro collezioni l’uso della pelliccia. Per celebrare questo successo da qualche anno l’organizzazione Peta – acronimo di People for the Ethical Treatment of Animals, che da sempre lotta contro l’allevamento intensivo, la vivisezione e l’allevamento di animali da pelliccia – ha organizzato i Peta Awards: i premi internazionali dedicati ai brand che appoggiano scelte progressiste che salvaguardano gli animali. La premiazione, recentemente conclusa inerente all’anno 2018, ha premiato Coach, Burberry, Michael Kors, Diane von Furstenberg come miglior categoria di lusso attenta ai diritti degli animali, prima di loro ad essere rimunerati per il loro impegno allo stop alle pellicce sono stati Gucci, Versace, Donna Karan, Giorgio Armani, Ralph Lauren… giusto per citarne alcuni.  

Stop alle pellicce anche per Chanel e   Jean Paul Gaultier

Nel frattempo alla lista dei marchi no-fur si sono aggiunti Chanel, che dichiara: “Niente più pelli di squalo, di coccodrillo, di serpente e di altri rettili nelle creazioni”; e Jean Paul Gaultier che afferma “È vero che la pelliccia animale è più sensuale di quella sintetica, è brutto da dire, ma è così! Però il modo in cui gli animali vengono uccisi per il loro pelo è deplorevole e per questa ragione io dico stop alle pellicce. State certi che m’inventerò qualcosa di strabiliante”.

Stop alle pellicce: ecco le alternative, ma sono davvero da considerarsi eco friendly ?

Sono 280 i brand che hanno abbracciato la svolta green, il loro compito, adesso, è trovare valide alternative. State pensando alle pellicce sintetiche o ecologiche? Allora state prendendo un granchio! La pelliccia sintetica è prodotta con fibre derivate dal petrolio e tutti noi conosciamo quale impatto ha il greggio sull’ecosistema, mentre la pelliccia ecologica si ricava principalmente dal cotone, ma considerando che per la coltivazione del filato sono necessarie enormi quantità di terreni, di pesticidi, di fertilizzanti e di acqua, anche quest’opzione non risolve il problema. Una valida opzione arriva dalla canapa, per saperne di più non perdetevi il nostro servizio: “Non chiamatemi marijuana: gli “stupefacenti” usi della canapa”.

Stop alle pellicce: la moda, oggi, rispetta l’ambiente e gli animali… E tu come la pensi? 

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