Venticinque anni dopo, Casale Monferrato si fa custode di una memoria condivisa, un capitolo doloroso e al contempo rivelatore della resilienza umana.
La città, epicentro di un’alluvione che nel 2000 sconvolse il Monferrato, si appresta a commemorare questo anniversario con un programma articolato, che trascende la semplice rievocazione degli eventi.
L’iniziativa, che si è aperta con una suggestiva traversata del Po fino a Mantova, preludio simbolico di un legame ancestrale con il fiume, si è concretizzata in un percorso multidisciplinare che intreccia testimonianze dirette, arte visiva e musica.
La tavola rotonda inaugurale ha offerto uno spazio di confronto tra i protagonisti di quegli eventi, creando un dialogo tra passato, presente e futuro.
Il racconto orale, fondamentale per la trasmissione della memoria collettiva, si è arricchito di immagini potenti e evocative.
L’installazione fotografica permanente in via Adam rappresenta un omaggio visivo al legame indissolubile tra il Po e il territorio piemontese, estrapolando i nuclei centrali del catalogo fotografico di Pier Paolo Viola.
Le gigantografie, disseminate lungo il percorso, non sono semplici fotografie, ma veri e propri frammenti di un’identità fluviale, ritratti di comunità segnate dall’acqua, testimoni di un rapporto complesso e a volte conflittuale con la natura.
La mostra ospitata nel Torrione del Castello prosegue l’esplorazione visiva, ampliando il repertorio iconografico e offrendo una lettura più approfondita delle dinamiche ambientali e sociali che hanno caratterizzato l’alluvione.
Il concerto conclusivo della Fanfara della Brigata Alpina Taurinense, un momento di celebrazione e riconciliazione, suggella il percorso commemorativo, elevando la memoria collettiva a un livello di emozione condivisa.
Il sindaco Emanuele Capra sottolinea con profonda sensibilità l’importanza di preservare la memoria come strumento di crescita e consapevolezza.
Non si tratta solo di ricordare il dolore e le perdite, ma di onorare la forza d’animo della comunità, la capacità di reagire con solidarietà e generosità in un momento di profonda crisi.
L’assessore regionale Enrico Bussalino, richiamando la necessità di riflessione, evidenzia come l’evento abbia lasciato un segno indelebile nel tessuto sociale e ambientale del territorio, invitando a un’analisi critica delle cause e delle conseguenze della catastrofe.
La commemorazione non si limita a un mero esercizio di memoria, ma si configura come un’occasione per promuovere la resilienza, rafforzare il senso di comunità e sviluppare strategie di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico.
Il futuro, infatti, si costruisce sulla consapevolezza del passato e sulla volontà di imparare dagli errori commessi, per proteggere il territorio e le sue genti dalle minacce naturali.
L’eredità dell’alluvione del 2000 è un monito costante, un invito a vivere in armonia con il fiume e a coltivare una cultura della prevenzione, per garantire un futuro più sicuro e sostenibile per Casale Monferrato e per l’intero Monferrato.








