La tragedia sulla funivia di Macugnaga, il 30 dicembre, ha innescato un’indagine complessa e articolata, affidata alla Procura di Verbania con l’obiettivo di stabilire con precisione le dinamiche e le responsabilità alla base dell’incidente.
Per questa finalità, sono stati designati due consulenti tecnici di elevata competenza: un ingegnere meccanico, incaricato di analizzare a fondo il funzionamento dell’impianto e ricostruire la sequenza degli eventi dal punto di vista tecnico, e un esperto informatico, con la specifica mansione di decifrare i dati contenuti nella “scatola nera”, il dispositivo che registra i parametri vitali del sistema.
Le prime ricostruzioni, formulate subito dopo il sinistro dall’amministratore della società gestrice, Filippo Besozzi, suggeriscono una possibile anomalia di natura elettronica come fattore scatenante dell’evento.
Il sistema di frenata automatica, elemento cruciale per la sicurezza della funivia, si rivela inefficace.
Questo sistema, progettato per garantire una decelerazione progressiva attraverso una ridondanza di tre differenti meccanismi di rallentamento mentre la cabina si avvicina alla stazione a monte, non è intervenuto correttamente.
L’intervento provvidenziale del vetturino, che ha azionato il freno manuale, ha evitato conseguenze ben più gravi, limitando la velocità della cabina nell’impatto con le paratie terminali.
L’urto ha provocato lievi contusioni e traumi minori per circa dieci persone a bordo; fortunatamente, al momento, nessuna delle vittime ha sporto denuncia formale.
La Procura ha disposto il sequestro preventivo dell’intera infrastruttura, un provvedimento volto a preservare lo stato dei luoghi e a impedire qualsiasi manipolazione di elementi utili alle indagini.
Un fascicolo d’indagine, affidato alle Pubblici Ministeri Laura Carrera e Sveva De Liguoro, è stato aperto a carico di persone sconosciute, indicando la natura ancora non definita delle responsabilità.
L’inchiesta, che procede per lesioni colpose e attentato alla sicurezza dei trasporti, si propone di esaminare con rigore non solo l’immediata causa dell’anomalia – l’inadempienza del sistema di frenata – ma anche le possibili cause indirette, che potrebbero risiedere in una combinazione di fattori, tra cui la progettazione, la manutenzione, i controlli periodici, e l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza.
Si dovrà valutare l’aderenza alle normative di legge e la conformità alle procedure operative standard, con particolare attenzione all’efficacia dei sistemi di ridondanza e alla capacità di risposta in caso di guasto.
La complessità dell’indagine richiede un approccio multidisciplinare e un’analisi approfondita dei dati raccolti, al fine di accertare la verità e garantire la piena giustizia per le persone coinvolte.
Si punta a determinare se l’incidente sia stato il risultato di un singolo evento imprevedibile o di una serie di negligenze o omissioni che hanno compromesso la sicurezza dell’impianto.

