La provincia di Cuneo, o Granda come viene affettuosamente chiamata, si presenta oggi immersa in un’atmosfera quasi fiabesca, un pallido contrasto con le sfide che questa ingente precipitazione nevosa comporta.
La nevicata, iniziata ieri e proseguita ininterrottamente durante la notte, ha lasciato un segno profondo, ridisegnando il paesaggio montano e influenzando la vita quotidiana.
Le rilevazioni delle stazioni meteorologiche regionali dipendenti da ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale) evidenziano la portata eccezionale dell’evento.
A Cuneo, la stazione di Cascina Vecchia ha accumulato ben 37 centimetri di neve, una quantità significativa che, seppur non del tutto inusuale, risulta meno frequente negli ultimi anni, riflettendo potenzialmente un cambiamento climatico che modifica i modelli meteorologici stagionali.
A Limone Piemonte, la stazione di rilevamento ha registrato un manto nevoso di oltre 120 centimetri, mentre a Palanfrè (Vernante) e alla diga del Chiotas si attestano rispettivamente 90 e 92 centimetri.
Il Colle dell’Agnello, sentinella alpina, segna 48 centimetri, mentre Pian delle Baracche (Sampeyre) e il Colle della Lombarda accumulano 41 e 54 centimetri rispettivamente.
Queste misurazioni, estese a diverse altitudini, rivelano una distribuzione omogenea delle precipitazioni, interessando sia le aree più basse della provincia che le vette più elevate.
L’impatto sulla viabilità è stato inevitabile.
Il valico del Colle della Maddalena, cruciale collegamento con la Francia, rimane chiuso, un problema aggravato da un precedente incidente con un veicolo pesante e poi dalla nuova ondata di neve.
Il tunnel del Tenda, arteria vitale per i trasporti, ha riaperto in ritardo a causa di un guasto tecnico, testimoniando la complessità della gestione delle infrastrutture in condizioni estreme.
Analogamente, il servizio ferroviario tra Limone Piemonte e Cuneo ha subito cancellazioni, interrompendo la catena delle comunicazioni e la mobilità pendolare.
Queste interruzioni, seppur temporanee, sottolineano la vulnerabilità delle reti di trasporto di fronte a eventi meteorologici intensi, richiedendo una pianificazione e una risposta sempre più sofisticate.
Nonostante le difficoltà, la neve porta con sé un’ondata di entusiasmo per gli amanti dello sci e degli sport invernali.
Prato Nevoso, in segno di ottimismo e per accogliere gli appassionati, ha annunciato un’apertura anticipata degli impianti, un segnale che preannuncia una stagione invernale potenzialmente ricca di attività.
Anche Artesina, in vista della data di apertura fissata per il 27, è al lavoro per prepararsi ad accogliere i visitatori.
L’attesa è alta anche per la ripartenza della Riserva Bianca di Limone Piemonte, prevista per il primo weekend di dicembre, un evento che promette di attrarre numerosi turisti e di rivitalizzare l’economia locale.
Questa risposta rapida e positiva da parte delle stazioni sciistiche dimostra la resilienza del settore turistico e la capacità di adattarsi alle condizioni ambientali, trasformando una sfida in un’opportunità.







