La vicenda che coinvolge Konecta, con la potenziale riorganizzazione delle sedi di Asti e Ivrea, si configura come un vero e proprio scontro territoriale, una sfida che va ben oltre la semplice gestione di un contenzioso aziendale.
Il sindaco e presidente della Provincia di Asti, Maurizio Rasero, lo ha efficacemente definito, sottolineando la portata di un conflitto che investe l’intero tessuto economico e sociale del territorio.
L’annuncio aziendale, che prevede la chiusura delle sedi periferiche e la concentrazione delle attività a Torino, con conseguenti 150 esuberi e il trasferimento di circa 1100 lavoratori – 400 astigiani e 700 ivrearesi – ha scatenato un’ondata di preoccupazione e mobilitazione.
La prospettiva di perdere posti di lavoro e di essere costretti a trasferirsi, spesso con ripercussioni significative sulla qualità della vita e sulle dinamiche familiari, ha generato un forte senso di incertezza e rabbia.
I sindacali Alberto Revel (Slc Cgil), Anna Di Bella (Fistel Cisl) e Maria Luisa Lanzaro (Uilcom) hanno immediatamente assunto una posizione di fermo contrasto, rivendicando con forza l’inaccettabilità di trasferimenti e esuberi, pilastri fondamentali attorno ai quali costruire una piattaforma di confronto.
La mobilitazione sindacale, culminata nell’organizzazione di uno sciopero regionale il 13 gennaio e un presidio sotto la sede della Regione, testimonia la determinazione a difendere i diritti dei lavoratori e a contestare una decisione aziendale percepita come lesiva degli interessi del territorio.
Dietro la rivendicazione sindacale si celano, però, fragilità e vulnerabilità che amplificano la gravità della situazione.
Si tratta di lavoratori spesso precari, somministrati, part-time, e, in particolare, di un’elevata percentuale di donne, che rappresentano l’80% della forza lavoro.
Non va dimenticata, inoltre, la condizione di quei 102 dipendenti, costretti ad abbandonare l’attività a causa di problemi di salute legati all’uso prolungato delle cuffie, una condizione che aggrava ulteriormente la loro posizione e rende ancora più urgente la necessità di proteggerli.
La presa di posizione del Consiglio comunale e provinciale, con l’assicurazione del sostegno ai lavoratori e l’organizzazione di mezzi di trasporto per la manifestazione del 13 gennaio, sottolinea l’importanza strategica di questa vicenda per l’intera comunità.
La vicenda Konecta non è solo una questione di posti di lavoro, ma anche un test di resilienza economica, un banco di prova per la capacità di un territorio di resistere alla pressione di decisioni aziendali che rischiano di compromettere la sua vitalità e il suo futuro.
La battaglia in corso si rivela, quindi, una sfida complessa che richiede un approccio integrato, volto a tutelare i diritti dei lavoratori, a sostenere l’economia locale e a promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo, che tenga conto delle esigenze e delle aspirazioni di tutti i cittadini.
L’Asp, in questo contesto, assume un ruolo cruciale come ponte tra le istituzioni e i lavoratori, facilitando il dialogo e cercando soluzioni condivise.







