A Ivrea, in una mossa significativa per la salvaguardia delle tradizioni e la promozione di pratiche agricole etiche e legali, è stato formalizzato in Prefettura un innovativo protocollo d’intesa, il “Protocollo Arance Frigie”, siglato dal prefetto Donato Cafagna e dal sindaco Matteo Chiantore.
Questa iniziativa non si limita a garantire la provenienza legale delle arance, elementi imprescindibili per la celebrazione del celebre Carnevale eporediese, ma si configura come un’azione strutturale a favore della legalità e della responsabilità sociale nel settore agricolo.
Il protocollo va ben oltre una semplice verifica documentale.
Esso incarna un impegno concreto per contrastare il fenomeno del caporalato, una piaga che affligge da tempo il tessuto economico e sociale piemontese, sfruttando la vulnerabilità di lavoratori migranti.
L’accordo prevede un sistema di controlli stringenti e trasparenti a carico delle associazioni di aranceri, che dovranno richiedere ai fornitori una documentazione dettagliata.
Tale documentazione include non solo l’autocertificazione antimafia, un adempimento formale ma cruciale per escludere coinvolgimenti illeciti, ma anche la Certificazione Unica di Reperibilità (DURC) in corso di validità, che attesta la regolarità contributiva dell’azienda, e la presentazione dei bilanci degli ultimi tre esercizi, elementi fondamentali per una valutazione della sua solidità finanziaria e della sua gestione.
A ciò si aggiunge la visura camerale, che fornisce informazioni aggiornate sulla composizione societaria e sulla sua attività.
La peculiarità del protocollo risiede nell’attivazione di un meccanismo di controllo preventivo.
I documenti forniti non rimangono confinati tra le parti, ma vengono trasmessi alla Prefettura per una verifica accurata, a garanzia della loro autenticità e della conformità alle normative vigenti.
Qualora emergano irregolarità, anche di lieve entità, le associazioni di aranceri sono tenute a rivolgersi ad altri produttori, assicurando così che la filiera sia interamente conforme alla legge.
L’efficacia del protocollo è potenziata dalla collaborazione di attori chiave del territorio.
Oltre alla Prefettura, che ne garantisce la supervisione istituzionale, la collaborazione è estesa alle Forze dell’Ordine, impegnate nel contrasto alla criminalità organizzata e allo sfruttamento del lavoro.
L’apporto di Libera Piemonte, associazione che promuove la legalità e la giustizia sociale, offre una prospettiva di competenza e sensibilizzazione sui temi della criminalità organizzata e della responsabilità sociale d’impresa.
Infine, la Fondazione Benvenuti in Italia contribuisce con la sua esperienza nell’integrazione dei migranti e nella promozione del lavoro dignitoso, garantendo un approccio inclusivo e rispettoso dei diritti umani.
Il “Protocollo Arance Frigie” si configura dunque come un esempio virtuoso di sinergia istituzionale e sociale, volto a preservare le radici culturali di Ivrea, a tutelare i diritti dei lavoratori e a promuovere un’agricoltura sostenibile e responsabile, contribuendo attivamente alla costruzione di un territorio più equo e sicuro.







