Saldi Invernali 2024 in Piemonte: Tra Attesa, Prudenza e Transizione DigitaleIl tradizionale appuntamento con i saldi invernali in Piemonte si preannuncia, secondo le previsioni di Confesercenti, in linea con lo scenario dell’anno precedente, con una spesa media pro capite stimata attorno ai 150 euro e un giro d’affari complessivo regionale che potrebbe raggiungere i 500 milioni di euro.
La campagna, ufficialmente avviata il 3 gennaio e protratta fino al 28 febbraio, si inserisce in un contesto economico segnato da un atteggiamento di cauto ottimismo da parte dei consumatori, ma anche da una persistente incertezza.
L’interesse teorico verso le opportunità di sconto rimane elevato: il 92% degli acquirenti potenziali si dichiara interessato.
Tuttavia, la materializzazione di questo interesse in effettivi acquisti è condizionata alla percezione di un’offerta particolarmente vantaggiosa.
Il 40% degli intervistati ha già individuato i prodotti desiderati, mentre la maggioranza (53%) si riserva la decisione in base all’attrattiva delle offerte presentate.
Questo comportamento riflette una maggiore consapevolezza e un approccio più selettivo da parte dei consumatori, attenti a ottimizzare il proprio budget.
Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti, sottolinea la rilevanza della forte adesione potenziale dei consumatori, auspicando che questo fattore possa compensare le sfide strutturali che gravano sul settore dell’abbigliamento, comparto trainante dei saldi.
Queste sfide includono la concorrenza agguerrita del commercio online, che erode costantemente quote di mercato, e la situazione finanziaria delle famiglie, le cui scelte di consumo rimangono prudenti e orientate alla necessità.
Per molti, il saldo non rappresenta un’aggiunta al budget, ma una sostituzione di spese precedentemente rinviate, un’occasione per aggiornare il guardaroba a costi contenuti.
L’indagine rivela una tendenza significativa verso l’integrazione tra canali di acquisto: l’87% dei consumatori interessati prevede di fare acquisti in negozi fisici, ma il 54% intende utilizzare anche il web.
Questa convergenza ha portato a una situazione in cui almeno il 41% degli acquirenti effettuerà acquisti sia online che offline, configurando un panorama di consumo ibrido.
Nonostante alcuni segnali incoraggianti che indicano un ritorno ai negozi di prossimità, il commercio elettronico continua a esercitare una forte attrazione, soprattutto tra i giovani, rappresentando una sfida costante per le attività commerciali tradizionali.
Per quanto riguarda le tipologie di prodotto più richieste, si prevede una crescita significativa, determinata anche dalle condizioni meteorologiche, per i capi più pesanti, con un aumento stimato del 27%.
In cima alle preferenze dei consumatori figurano maglioni e felpe (58%), seguiti da gonne e pantaloni (33%), intimo (32%), magliette e top (30%), camicie (27%) e abiti (26%).
Gli accessori, come borse (16%), la biancheria per la casa (15%) e i gioielli (13%), registrano un interesse più contenuto.
Confermano la loro popolarità anche le calzature, e in generale l’abbigliamento sportivo e tecnico per le attività invernali.
Nonostante le previsioni generalmente positive, i commercianti esprimono preoccupazione per il timing della campagna.
Molti ritengono che, considerando la parte di clientela ancora impegnata con le festività natalizie, un rinvio dell’inizio dei saldi avrebbe potuto favorire una maggiore affluenza e risultati più soddisfacenti.
La questione solleva un dibattito più ampio sulla necessità di una maggiore concertazione tra le istituzioni e le associazioni di categoria per ottimizzare le strategie di promozione e sostenere il tessuto commerciale locale in un contesto di cambiamenti strutturali in continua evoluzione.






