Screening genetico al Molinette: rivoluzione nella cura del tumore alla prostata.

L’innovazione oncologica si fa strada all’interno della Clinica Urologica dell’Ospedale Molinette di Torino, con l’introduzione di un programma di screening genetico destinato a rivoluzionare la gestione del carcinoma prostatico.
Un’iniziativa promossa dal professor Marco Oderda e dal dottor Giorgio Calleris, si propone di affinare la precisione diagnostica e terapeutica, focalizzandosi su pazienti con tumori prostatici classificati come ISUP 2 – un grado intermedio che presenta un profilo di aggressività significativa.

Il cuore dell’approccio risiede nell’impiego del test genetico Prolaris, un sofisticato strumento di analisi molecolare.
Questo test non si limita a identificare la presenza del tumore, ma ne valuta l’espressione genica, ovvero l’attività di specifici geni coinvolti nella progressione tumorale.
L’output del test è un punteggio predittivo, un indicatore che permette di stimare il rischio di evoluzione della malattia e di orientare, di conseguenza, la scelta della strategia terapeutica più appropriata.
L’adozione di Prolaris non è frutto di un’intuizione isolata, bensì si basa su una solida base scientifica, derivante da una ricerca preliminare pubblicata sulla prestigiosa rivista internazionale The Prostate.

Questo studio, condotto su un campione di 40 pazienti sottoposti a sorveglianza attiva, ha dimostrato la capacità del test genetico di distinguere, con un’accuratezza notevole, i pazienti che possono beneficiare di un approccio conservativo da quelli che richiedono un intervento chirurgico.
Questo permette di evitare trattamenti invasivi in coloro che ne trarrebbero poco beneficio, ottimizzando le risorse e migliorando la qualità di vita dei pazienti.
Il progetto mira a integrarsi pienamente all’interno della Rete Oncologica del Piemonte e della Valle d’Aosta, garantendo un flusso di informazioni efficiente e un approccio coordinato nella gestione del carcinoma prostatico.
Questa integrazione strategica consente di ampliare la portata dell’iniziativa e di garantirne la sostenibilità nel tempo.

L’impegno della Clinica Urologica delle Molinette non si esaurisce con l’introduzione del test genetico.

L’ospedale è attivamente coinvolto nello sviluppo di terapie focali, procedure sempre meno invasive che mirano a trattare solo la porzione di tessuto tumorale, preservando la funzionalità prostatica.
Tra le tecniche in fase di studio e implementazione figurano l’ablazione con microonde, l’elettroporazione irreversibile per la gestione delle recidive post-radioterapia e l’ablazione transperineale con laser a diodi, utilizzata anche per trattare l’ipertrofia prostatica benigna in comorbidità con il tumore.
L’acquisizione recente di una piattaforma robotica single-port rappresenta un ulteriore passo avanti verso la minimizzazione dell’invasività chirurgica.
Questa tecnologia consente l’accesso alla prostata attraverso un’unica piccola incisione, riducendo significativamente i tempi di recupero e il rischio di complicanze post-operatorie, contribuendo a migliorare l’esperienza complessiva del paziente.

L’obiettivo primario rimane quello di offrire cure sempre più precise, personalizzate e meno intrusive, elevando gli standard di assistenza oncologica nel campo dell’urologia.

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