Sequestro di zanne d’elefante: operazione dei Carabinieri nel Torinese

Nel cuore del Torinese, un’operazione mirata condotta dai Carabinieri del Nucleo CITES – Distaccamento di Torino Caselle ha interrotto un’attività illecita legata al commercio clandestino di fauna selvatica, riportando alla luce un patrimonio naturale in pericolo.
L’intervento, integrato nella più ampia campagna europea Emact 2022 – EnviCrime 2024-2025, un impegno coordinato a livello transnazionale per contrastare il traffico illegale di specie protette, ha portato al sequestro di cinque imponenti zanne di elefante africano.

La scoperta, avvenuta all’interno di un laboratorio di tassidermia, evidenzia la persistente minaccia che grava sulle popolazioni di *Loxodonta africana*, l’elefante africano, una specie maestosa inserita nell’Appendice I della Convenzione CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie Minacciate di Estinzione).

Questa classificazione sancisce il livello di protezione più elevato, riconoscendo la sua condizione di grave pericolo di estinzione e limitando drasticamente il commercio internazionale.

Le zanne sequestrate, con lunghezze comprese tra 190 e 212 centimetri, testimoniano la provenienza da esemplari adulti, individui che rappresentano la linfa vitale delle popolazioni di elefanti.

Ogni zanna è un archivio genetico, un deposito di informazioni sulla storia e sulla salute della specie, e la loro rimozione illegale contribuisce alla destabilizzazione dell’equilibrio ecologico e alla perdita di diversità genetica.

L’attività illecita, praticata da un uomo di circa quarant’anni, proprietario del laboratorio, ha violato sia la normativa nazionale italiana che le rigorose disposizioni internazionali che regolano il commercio di specie a rischio.

La denuncia presentata a suo carico solleva accuse di detenzione illegale di parti di specie protette, un reato che comporta severe sanzioni e riflette la gravità del crimine commesso.
Questa operazione, oltre a rappresentare un successo immediato nella lotta al bracconaggio e al commercio illegale, si inserisce in un contesto più ampio di crescente consapevolezza e impegno europeo.

L’Emact e l’EnviCrime sono piattaforme cruciali per rafforzare la cooperazione transfrontaliera, condividere informazioni e coordinare strategie di contrasto.
Il sequestro delle zanne non è solo un’azione di contrasto, ma anche un segnale forte: la biodiversità è un patrimonio inestimabile da proteggere con determinazione.
La salvaguardia di specie iconiche come l’elefante africano non è solo una questione di conservazione, ma anche un imperativo etico e una responsabilità collettiva per le generazioni future.
Il futuro di questa specie dipende dalla nostra capacità di combattere il bracconaggio, proteggere gli habitat naturali e promuovere un commercio sostenibile.
L’azione dei Carabinieri, in questo contesto, si configura come un tassello fondamentale di un mosaico più ampio di impegno globale.

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