La notte di Capodanno a Torino è stata teatro di un’escalation di tensioni e manifestazioni, culminate in scontri tra gruppi di attivisti e forze dell’ordine nel quartiere Vanchiglia.
L’evento, scaturito da una mobilitazione promossa dal centro sociale Askatasuna, si è sviluppato come un complesso intreccio di celebrazioni, richiami politici e, infine, confronto diretto.
La serata era iniziata con un’atmosfera di festa, con uno spettacolo musicale che animava Piazza Vittorio Veneto, preludio a un numeroso via vai di fuochi d’artificio che segnavano l’arrivo del nuovo anno.
A partire dalla mezzanotte, la “Street Parade”, un corteo itinerante scandito da musica elettronica, ha invaso le strade del quartiere Vanchiglia, attirando una folla stimata in duemila persone.
Il percorso del corteo, simbolicamente diretto verso la palazzina recentemente sgomberata, ex sede del centro sociale Askatasuna, rappresentava un gesto di sfida e di continuità nella lotta per la rivendicazione di spazi sociali e di autonomia.
Lo slogan “Un nuovo anno di lotta, siamo ovunque” esprimeva chiaramente l’intento di mantenere alta l’attenzione sul tema della partecipazione civica e della resistenza.
Tuttavia, l’atmosfera festosa si è progressivamente incrinata.
In prossimità dell’incrocio tra via Rossini e corso Regina Margherita, alcuni gruppi di manifestanti hanno iniziato a lanciare artifizi esplosivi – petardi e bombe carta – contro le forze dell’ordine schierate per garantire la sicurezza del percorso.
La risposta delle forze dell’ordine non si è fatta attendere, con l’utilizzo di lacrimogeni e idranti per disperdere la folla e contenere la situazione.
L’esplosione di violenza ha provocato ferite lievi a quattro carabinieri, testimoniando l’intensità del confronto e la polarizzazione delle posizioni.
La “Street Parade”, originariamente concepita come un momento di aggregazione e celebrazione, si è quindi trasformata in un episodio di contestazione e scontro.
Nonostante le tensioni, il corteo ha poi raggiunto i dintorni del Campus Einaudi, dove i partecipanti, dopo la conclusione della manifestazione, hanno proseguito la serata con un evento dedicato alla danza e alla musica, cercando di recuperare un’atmosfera di festa e di comunità, in netto contrasto con gli avvenimenti precedenti.
L’episodio solleva interrogativi sulla gestione delle manifestazioni, il ruolo delle forze dell’ordine e la necessità di un dialogo costruttivo tra istituzioni e collettivi sociali per prevenire l’escalation di violenza e garantire il diritto alla libertà di espressione in sicurezza.

