Tragedia ad Asti: Porsche killer, una vita spezzata.

La comunità di Asti è scossa da una tragedia che ha portato all’arrestamento domiciliare di Franco Vacchina, imprenditore nel settore degli pneumatici, in seguito a un impetuoso incidente sull’autostrada Asti-Cuneo che ha causato la morte di Matilde Baldi, una giovane studentessa di vent’anni.

L’evento, avvenuto poco prima del periodo natalizio, ha svelato una spirale di comportamenti irresponsabili e potenziali reati, gettando un’ombra dolorosa sulla città e suscitando interrogativi sulla sicurezza stradale e sulla cultura della velocità.
L’inchiesta, condotta dalla Procura di Asti, si concentra sull’accertamento della dinamica precisa dell’accaduto e sulla determinazione delle responsabilità che hanno portato alla perdita di una giovane vita.
Le prime indagini suggeriscono l’ipotesi di una gara non autorizzata, una “sfida” automobilistica clandestina, tra Vacchina e un suo associato, Davide Bertello, entrambi a bordo di prestigiose Porsche.

Questa dinamica, se confermata, aggrava ulteriormente la gravità delle accuse a carico degli indagati.

L’azione cautelare degli arresti domiciliari è stata disposta proprio per prevenire un’eventuale contaminazione delle prove, un pericolo rilevato a seguito del tentativo di Vacchina di accedere alla propria auto, ora sequestrata e sotto custodia giudiziaria.
Un gesto che testimonia, a detta degli inquirenti, una volontà di eludere la giustizia.
La sera dell’11 dicembre, Matilde Baldi, dopo aver terminato il turno di lavoro presso il Caffè Vergnano, un punto di riferimento commerciale astigiano, stava rientrando a casa con la madre, Elvia.

Imboccarono l’autostrada A33 in direzione Montegrosso d’Asti, ignare del pericolo imminente.
La tragedia si è consumata pochi chilometri dopo Asti, in un istante che ha segnato per sempre la vita della madre.
Il racconto di Elvia Baldi, testimonianza straziante di un dolore insopportabile, descrive un attimo di terrore: “Ho visto una luce fortissima alle spalle e mi sono sentita volare via, mi sono ritrovata a parecchi metri di distanza con il muso dell’auto rivolto nel senso opposto di marcia.

” Matilde, pur allacciata con la cintura di sicurezza, è stata sbalzata violentemente all’interno dell’abitacolo, riportando lesioni gravissime.

Nonostante il tempestivo intervento dei soccorsi, che hanno comportato l’utilizzo dell’elisoccorso e le cure intensive presso l’ospedale di Alessandria, la giovane non ha ripreso coscienza ed è deceduta il 16 dicembre.

Un atto di generosità ha permesso alla famiglia di onorare la memoria di Matilde attraverso la donazione dei suoi organi, salvando la vita a quindici persone.
Anche Elvia ha subito gravi ferite e dovrà affrontare un lungo percorso di riabilitazione.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Asti e condotte dalla Polizia Stradale di Bra, hanno ricostruito un quadro allarmante: due vetture di lusso, noleggiate appositamente, sfidate in una corsa illegale per le vie della città.

La ricostruzione si basa sull’analisi di immagini e testimonianze, con un focus particolare sul percorso delle auto coinvolte.
L’incontro con la Fiat 500, guidata da Elvia Baldi, si è rivelato fatale.
Bertello è riuscito ad evitare la collisione per un soffio, mentre Vacchina ha impattato violentemente contro l’utilitaria, a una velocità stimata superiore ai 212 km/h.
Immediatamente dopo l’incidente, Bertello si è dileguato, per poi costituirsi volontariamente alla Polstrada di Bra alcuni giorni dopo.
Vacchina, invece, si è fermato per prestare soccorso, pronunciando una frase che ora assume un significato ambiguo: “Non si preoccupi signora, è tutta colpa mia.
“La cerimonia funebre di Matilde, tenutasi a Montegrosso d’Asti il 20 dicembre, si è svolta sotto un cielo grigio e sotto gli occhi di una folla commossa, accompagnata dalle note struggenti di “Favola”, il brano di Eugenio Finardi che il padre le cantava per addormentarla da bambino.
Un addio doloroso che lascia un vuoto incolmabile e riaccende il dibattito sulla necessità di promuovere una cultura del rispetto, della prudenza e della responsabilità dietro al volante, per evitare che altre tragedie simili si ripetano.

L’episodio solleva, inoltre, interrogativi urgenti sui controlli e sulla regolamentazione del noleggio di veicoli ad alte prestazioni, spesso oggetto di abusi e comportamenti pericolosi.

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