L’Università di Torino si proietta verso il futuro, consolidando il suo ruolo di polo di eccellenza diffuso nel tessuto urbano e metropolitano, con una strategia ambiziosa che intreccia sviluppo infrastrutturale, innovazione didattica e apertura internazionale.
A cento giorni dall’insediamento, la Rettore Cristina Prandi, figura pionieristica nella storia dell’ateneo torinese, presenta un primo bilancio orientato alla post-PNRR, focalizzato sull’ottimizzazione delle risorse pubbliche e sull’acquisizione di finanziamenti europei, con un approccio proattivo e lungimirante.
Un momento significativo sarà l’inaugurazione dell’anno accademico, un evento simbolico previsto per il 23 febbraio nell’aula magna delle Molinette, che celebra l’integrazione vitale tra ricerca universitaria, assistenza sanitaria e progresso scientifico.
Precedentemente, il 12 febbraio, si terrà una conferenza dedicata a un’analisi approfondita dello stato delle infrastrutture universitarie, offrendo un resoconto dei primi mesi di gestione e delineando le priorità future.
Il piano di sviluppo prevede investimenti significativi per la creazione di nuovi spazi e la riqualificazione di quelli esistenti.
Tra questi, spicca il complesso di Piazza Nizza, concepito come un centro propulsivo per la ricerca scientifica, che valorizzi le eccellenze dell’Ateneo e funga da ponte tra la ricerca di base e quella applicata, in sinergia con il futuro Parco della Salute.
L’intervento a Grugliasco, il più grande progetto di edilizia universitaria in Italia, proseguirà fino al prossimo anno, liberando risorse preziose per altri dipartimenti e ampliando le opportunità di crescita.
Sono previsti, inoltre, interventi di modernizzazione dei laboratori di Chimica e Biotecnologie, un importante rinnovamento di Palazzo Nuovo, la riqualificazione dell’Orto Botanico e una partecipazione attiva al progetto della Cavallerizza.
La gestione oculata del denaro pubblico impone una valorizzazione continua di queste risorse, garantendo spazi funzionali e stimolanti per la comunità accademica.
L’attenzione alla qualità degli ambienti è intimamente connessa alla qualità dell’offerta didattica e al benessere di studenti, ricercatori e personale, elementi cardine della visione strategica della Rettore.
La transizione dalla fase di ingenti finanziamenti Pnrr richiede una gestione attenta e strategica delle risorse.
L’Università potrà contare su un significativo contributo di Infra+ della Regione Piemonte, pari a oltre 30 milioni di euro, e rafforzerà il proprio impegno nell’acquisizione di fondi europei, partecipando attivamente a reti universitarie coordinate da Bruxelles e mettendo a disposizione le proprie sedi per influenzare le future linee di finanziamento.
L’internazionalizzazione rimane un pilastro strategico, con un numero crescente di studenti provenienti da tutto il mondo.
L’Ateneo sta concentrando gli sforzi su Paesi target specifici, consolidando collaborazioni, come quella con la Corea del Sud nel campo dei dottorati di ricerca, e programmando nuove missioni in Giappone, Argentina e Canada, ampliando così il network internazionale e promuovendo lo scambio culturale e scientifico.
L’obiettivo è posizionare l’Università di Torino come un polo attrattivo per talenti internazionali e un punto di riferimento per la ricerca di frontiera.

