L’ennesimo episodio di violenza ha scosso il Pronto Soccorso del Cardinal Massaia di Asti, evidenziando una profonda e preoccupante deriva nella gestione dell’emergenza sanitaria e nella sicurezza del personale medico e di vigilanza.
L’aggressione, che ha visto due guardie giurate riportare lesioni significative – una con frattura costale e prognosi di trenta giorni, l’altra con una settimana di prognosi – è il sintomo di un malessere sistemico che affligge sempre più spesso le strutture sanitarie pubbliche.
L’evento precipuitante è stato un alterco, apparentemente banale, tra un paziente privo di fissa dimora, di cittadinanza italiana, e un medico incaricato della gestione dei codici bianchi.
La rapida escalation, con il paziente che ha tentato di aggredire fisicamente il medico, ha determinato l’intervento delle guardie giurate, che a loro volta sono state brutalmente attaccate, subendo calci e pugni.
L’arresto del responsabile, operato dalle volanti, ha posto fine alla furia, ma non ha cancellato la gravità dell’accaduto.
La testimonianza del rappresentante dei sindacati delle guardie giurate Cgil dipinge un quadro desolante: “episodi simili si verificano quotidianamente, sia di giorno che di notte.
” Questo non è un evento isolato, ma parte di una tendenza allarmante che mette a rischio l’integrità fisica e psicologica del personale sanitario e di sicurezza.
La mancanza di personale di vigilanza – una sola guardia diurna e due notturne – unitamente a una percezione di carenze strutturali che consentono accessi non controllati (“l’ospedale è un colabrodo”, come espresso dal sindacalista), creano un ambiente vulnerabile e suscettibile a episodi di violenza.
Questo episodio non può essere considerato solo un atto di singola aggressione, ma piuttosto un campanello d’allarme che segnala la necessità urgente di un ripensamento strategico nella gestione della sicurezza ospedaliera.
È imperativo un intervento immediato e coordinato che coinvolga le istituzioni sanitarie, le forze dell’ordine e le autorità politiche.
Le richieste dei sindacati, che includono un potenziamento significativo del personale di vigilanza e la riattivazione di un punto di controllo accessi, devono essere accolte con priorità.
Oltre al potenziamento delle risorse umane, è fondamentale investire in formazione specifica per il personale sanitario e di sicurezza, mirata alla gestione di situazioni di conflitto e alla prevenzione della violenza.
L’implementazione di sistemi di videosorveglianza avanzati e l’adozione di protocolli di sicurezza più rigorosi possono contribuire a creare un ambiente più sicuro per tutti.
Infine, è essenziale un approccio multidisciplinare che tenga conto delle complesse problematiche sociali che spesso sono alla base di tali episodi di violenza, come la povertà, la marginalizzazione e i disturbi mentali.
La tutela della salute pubblica non può prescindere dalla tutela di coloro che la garantiscono.







