80° Natale di Pace: Storie di Resilienza dalla Scuola Holden

Sabato 13 dicembre, la Scuola Holden di Torino si apre a un evento di profonda risonanza umana: l’80° Natale di Pace, un’iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra – Piemonte e Valle d’Aosta, guidata dal Cavaliere Nicolas Marzolino, riconoscimento conferito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il suo instancabile impegno nel tessuto civile.
L’evento, dalle 15:00 alle 17:30, non è una semplice commemorazione, ma un atto di testimonianza che mira a decostruire il trauma della guerra e a illuminare il percorso verso la riconciliazione.

Il General Store della Scuola Holden si trasformerà in un palcoscenico dove voci silenziate dalla violenza avranno finalmente la possibilità di raccontare le loro storie.

Non saranno solo racconti di sofferenza, ma narrazioni di resilienza, di speranza ritrovata, di un coraggio innato che permette di ricostruire la propria esistenza dalle macerie.
L’intreccio di testimonianze dirette, performance artistiche evocative e momenti di riflessione musicale creerà un’esperienza immersiva, capace di suscitare empatia e di stimolare una profonda riflessione sul significato della pace.
Tra gli ospiti, figure emblematiche rappresentano la complessità e la portata globale del conflitto.
Antonio Brusa, testimone diretto della devastazione della Seconda Guerra Mondiale, porta con sé il peso di un’esperienza traumatica che ha segnato la sua infanzia.
Yara Abushab incarna l’agonia di Gaza, un territorio martoriato da un conflitto senza fine, dove la perdita è una costante.

Ahmed Baali, proveniente dallo Yemen, condividerà un viaggio arduo, costellato di privazioni e ingiustizie, che l’ha portato a cercare rifugio in Italia, toccando con mano la brutalità delle prigioni libiche.
La presenza di Don Renato Sacco, parroco di Villadossola e testimone oculare delle tragedie che hanno colpito Sarajevo, Kosovo, Palestina, Iraq, Afghanistan e Ucraina, offre una prospettiva spirituale e umanitaria sul conflitto.

Vito Alfieri Fontana, da ingegnere specializzato nella produzione di armamenti a esperto nella bonifica di mine antiuomo, incarna la possibilità di redenzione e di conversione, di trasformare la conoscenza distruttiva in strumento di ricostruzione e di sicurezza.
Ellade Giacinta Peller, ferita da un ordigno inesploso, oggi sindaca del suo paese, dimostra che la resilienza può trasformarsi in leadership e impegno civile.

Infine, Lorenzo Bernard, atleta paralimpico e attivo nella promozione dei diritti delle vittime di guerra, rappresenta la forza dello sport come veicolo di integrazione e di speranza.

La giornata si concluderà con una tavola rotonda, un momento cruciale per trascendere la semplice narrazione e passare all’azione.

Esperti, attivisti e testimoni si confronteranno su proposte concrete per il disarmo, analisi approfondite delle cause profonde dei conflitti e condivisione di esperienze raccolte sul campo, durante operazioni umanitarie in aree di crisi.
Non si tratterà solo di elencare problemi, ma di individuare soluzioni innovative e di promuovere un impegno collettivo per un futuro più giusto e pacifico, un Natale di Pace che si traduca in un impegno quotidiano per la costruzione di un mondo libero dalla guerra.

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