Il Nuovo Regno Rinasce: Un’Immersione Innovativa nel Corredo Funebre di Kha e Merit al Museo Egizio di TorinoTorino custodisce un tesoro ineguagliabile: l’unico corredo funerario intatto del Nuovo Regno egizio al di fuori dei confini egizi.
Il riallestimento della sala dedicata a Kha e Merit, coppia di scribi vissuti a Deir el-Medina circa 3500 anni fa, segna un momento di profonda importanza per il Museo Egizio, come sottolinea il direttore Christian Greco.
Lungi dall’essere una semplice esposizione di reperti, si tratta di un progetto ambizioso che mira a ridefinire il concetto stesso di museo, trasformandolo in un luogo di esperienza condivisa e scoperta continua.
L’allestimento, frutto di una complessa sinergia tra istituzioni, mecenati privati – la Fondazione CRT in primis, con un contributo generoso e il supporto di numerosi donatori – e l’amministrazione pubblica, non si limita a presentare oggetti.
Mira a ricostruire un intero mondo, a restituire la dignità e la complessità di una comunità di artigiani e artisti che lavoravano alla costruzione delle grandiose tombe reali.
L’obiettivo è quello di andare oltre la mera contemplazione, offrendo ai visitatori una comprensione profonda delle vite, delle tecniche e delle scoperte che hanno portato alla luce questi straordinari manufatti.
Un elemento distintivo del nuovo percorso espositivo è l’utilizzo innovativo della tecnologia, non come fine a se stessa, ma come strumento di narrazione.
Infografiche di ampia portata, come quella di 19 metri che accompagna il Libro dei Morti, ne illustrano le 33 formule magiche, svelandone la sofisticata complessità tecnica e il significato culturale.
La teca anossica di 14 metri, progettata ad hoc per la conservazione di papiri, rappresenta un primato mondiale e testimonia l’impegno del museo verso la salvaguardia del patrimonio.
Oltre al Libro dei Morti, lo spazio espositivo accoglie un vasto assortimento di reperti: sarcofagi, arredi, tessuti, oggetti di uso quotidiano, come le preziose boccette in vetro e alabastro contenenti profumi e unguenti.
Centinaia di tessuti funerari, usciti per la prima volta dai depositi dopo un accurato restauro, arricchiscono ulteriormente il quadro.
La presidente Evelina Christillin e il direttore Christian Greco esprimono la volontà di elevare il Museo Egizio a modello di museo contemporaneo, un luogo dinamico dove la ricerca scientifica si fonde con l’esperienza del pubblico.
L’ambizione non si ferma qui: si sta negoziando con il Louvre per l’acquisizione del pyramidion, la cuspide piramidale monolitica appartenuta a Kha, un tassello mancante che completerebbe in modo significativo l’esposizione.
Il progetto, nel suo complesso, si configura come un viaggio emozionante e intellettualmente stimolante nel cuore dell’antico Egitto, un omaggio alla maestria artigianale e alla profonda spiritualità di una civiltà millenaria.

