Cumiana piange Rocky: cane ucciso da caccia, indignazione e dolore.

La perdita di Rocky, un cane di dieci anni amato profondamente, ha lasciato un vuoto incolmabile nella comunità di Cumiana (TO) e nel cuore di chi lo ha accolto come un membro della famiglia.

Il ritrovamento del suo corpo, il 12 ottobre, a pochi metri dalla pista ciclabile che percorreva quotidianamente, ha segnato la tragica conclusione di una scomparsa durata cinque giorni.
La causa della morte, confermata da un colpo di fucile da caccia in pieno petto, ha sollevato un’ondata di dolore e indignazione, amplificata dalla circostanza che Rocky fosse scomparso in un’area dove la caccia è esplicitamente vietata.

La scomparsa, avvenuta il 7 ottobre dopo l’ora di pranzo, coincideva con una battuta di caccia in un’area distante dal territorio di vita del cane, un dettaglio che accende ulteriori interrogativi sulla dinamica dell’accaduto.
L’anziano proprietario, novantunenne, e Antonio Celestino, il runner che aveva offerto a Rocky una seconda famiglia e l’aspettativa di un inverno condiviso, sono devastati da questa perdita improvvisa e ingiusta.
Celestino, in particolare, esprime un dolore che va oltre la semplice perdita di un animale domestico, descrivendo un legame profondo e un compagno di corse che incarnava la purezza dell’amore incondizionato.
La denuncia sporta dalla Lega Antivivisezione (Leal) non è solo una richiesta di accertamento dei fatti, ma un atto di difesa dei diritti fondamentali degli animali.
Gianmarco Prampolini, presidente dell’associazione, sottolinea con forza come Rocky fosse un essere senziente, parte integrante di una rete di affetti, e la sua morte rappresenta una violazione inaccettabile.

La liberalizzazione della caccia, spesso percepita come un privilegio, è accusata di generare un clima di insicurezza e di contribuire a tragedie come questa.

L’episodio solleva questioni etiche e legali complesse, andando oltre la mera punizione del responsabile.

La morte di Rocky non è solo una perdita individuale, ma un sintomo di un problema più ampio: la coesistenza spesso conflittuale tra attività umane e tutela della fauna selvatica e degli animali domestici.
La caccia, un’attività radicata in tradizioni culturali secolari, si scontra con un crescente consenso sociale a favore del benessere animale e della sicurezza delle comunità.
Leal invita le autorità a intensificare i controlli e a rafforzare i divieti di caccia in aree sensibili, come quelle adiacenti a piste ciclabili e zone residenziali.

La richiesta non si limita a una maggiore vigilanza, ma implica una revisione delle politiche di gestione della fauna selvatica, orientata verso un modello di convivenza più sostenibile e rispettoso dei diritti di tutti gli esseri viventi.
La morte di Rocky, un cane innocente e amato, reclama giustizia e invita a una riflessione profonda sul valore della vita e sulla responsabilità che abbiamo nei confronti di tutti gli esseri viventi.
Il suo ricordo debba servire da monito e da stimolo per un futuro più sicuro e compassionevole.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap