Giustizia Climatica e Alimentare: Un Appello Urgente per il Futuro.

La giustizia climatica e la giustizia alimentare: due facce della stessa emergenza.

In vista della Cop30 di Belém (Brasile, novembre 2024) e in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, Slow Food lancia un monito urgente ai leader globali: la transizione dei sistemi alimentari deve essere riconosciuta come componente essenziale e prioritaria dei negoziati climatici internazionali.
Il messaggio, articolato in una serie di proposte concrete, è stato formalmente trasmesso al Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, a firma della presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, del presidente internazionale Edward Mukiibi e del fondatore Carlo Petrini.

Non si tratta di un semplice appello, ma di una richiesta di profonda revisione dei modelli attuali, che si dimostrano sempre più insostenibili sotto il duplice profilo ambientale e sociale.

La crisi climatica, infatti, si rivela essere intrinsecamente connessa a una gravissima crisi agricola e, soprattutto, sociale.

I sistemi di produzione intensiva e i meccanismi di mercato dominanti, guidati da logiche di profitto a breve termine, sono i principali responsabili del degrado ambientale su scala globale.

Questi modelli non solo inquinano l’aria, contaminano le acque e depauperano i suoli, accelerando la perdita di biodiversità, ma generano anche profonde disuguaglianze lungo l’intera filiera agroalimentare.
Il potere economico e le risorse si concentrano nelle mani di pochi attori globali, mentre la maggioranza dei produttori, soprattutto quelli piccoli e medi, e le comunità locali vengono marginalizzate e impoverite.

Slow Food sostiene che è imperativo abbracciare un approccio radicalmente diverso, un governo etico del sistema alimentare che ponga al centro il diritto universale al cibo sano, sostenibile e culturalmente appropriato, e che simultaneamente riconosca e protegga la dignità intrinseca di tutte le specie viventi che condividono il nostro pianeta.
La richiesta specifica rivolta ai leader mondiali è quella di integrare il cibo e l’agricoltura come elementi centrali dell’azione per il clima.

Ciò implica una serie di interventi mirati: incentivare e promuovere l’agroecologia, riconoscendo il suo ruolo cruciale nella resilienza climatica e nella conservazione della biodiversità; affermare la sovranità alimentare come diritto umano e come strumento per affrontare le sfide del cambiamento climatico; ripensare i flussi finanziari legati al clima, destinando risorse significative a progetti agricoli sostenibili e a sistemi alimentari resilienti; garantire l’accesso equo e sufficiente al cibo per tutte le persone, riconoscendo il diritto al cibo come un diritto umano fondamentale; abbandonare definitivamente l’utilizzo di combustibili fossili, che alimentano sia la crisi climatica che la produzione industriale di cibo; e, infine, difendere i sistemi alimentari locali e globali, proteggendo la diversità culturale e le conoscenze tradizionali che essi rappresentano.

È necessario un cambiamento di paradigma, che ponga la salvaguardia del pianeta e il benessere delle persone al di sopra della mera logica del profitto.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -