Il mercato del lavoro torinese, dopo le turbolenze pandemiche, mostra segnali di ripresa complessi e articolati, come emerge dal rapporto annuale “I numeri del lavoro a Torino” elaborato da Ires Piemonte in collaborazione con Città di Torino, Camera di Commercio, Inail e Agenzia Piemonte Lavoro.
L’occupazione si attesta su livelli pre-pandemici, con un incremento di circa 15.000 unità (+4%), ma l’analisi rivela dinamiche che richiedono un’interpretazione più approfondita.
La riduzione dei contratti atipici, attestata al 24% rispetto al 2019, può essere interpretata come un tentativo di stabilizzazione del mercato, sebbene la crescita di occupazioni a bassa produttività e con requisiti formativi limitati sollevi interrogativi sulla qualità di questa ripresa.
La polarizzazione delle competenze si fa evidente: la quota di lavoratori con elevate qualifiche diminuisce dal 49% al 44%, mentre si assiste a un aumento significativo del personale intermedio (dal 29% al 33%) e, soprattutto, di quello con bassa qualificazione (dal 21% al 23%).
Questo fenomeno potrebbe riflettere una difficoltà di riassorbimento dei lavoratori più qualificati, magari a causa di una trasformazione dei settori economici o di una discrepanza tra le competenze offerte e quelle richieste dal mercato.
Parallelamente, l’aumento del 2% delle persone in condizione di “disoccupazione amministrativa” (45.981 individui), ovvero quelle registrate come immediatamente disponibili presso i Centri per l’impiego, rappresenta un campanello d’allarme.
La crescita più marcata si registra tra i giovani fino a 29 anni (+8%), gli stranieri (+5%) e, in particolare, gli extracomunitari (+9%).
Questo dato suggerisce che le fasce più vulnerabili della popolazione incontrano maggiori difficoltà ad inserirsi o a reinserirsi nel mercato del lavoro, evidenziando possibili barriere linguistiche, culturali o legate al riconoscimento delle qualifiche professionali.
L’incremento del 9% dei laureati disponibili al lavoro sottolinea, inoltre, una potenziale mismatch tra offerta e domanda in ambito universitario, che merita un’attenta analisi per orientare la formazione e l’istruzione professionale.
Le circoscrizioni 5 (Borgo Vittoria, Madonna di Campagna, Vallette) e 6 (Barriera di Milano, Regio Parco, Falchera) concentrano la maggior parte delle persone disponibili al lavoro, indicando possibili criticità socio-economiche e geografiche che richiedono interventi mirati di politiche attive del lavoro, con particolare attenzione alla riqualificazione professionale, all’accompagnamento all’imprenditorialità e alla creazione di opportunità di lavoro in prossimità delle aree più svantaggiate.
L’analisi complessiva del mercato del lavoro torinese, pertanto, non può limitarsi a celebrare la ripresa quantitativa, ma deve approfondire le sfide legate alla qualità dell’occupazione, alla coesione sociale e all’equità delle opportunità.







