Piemonte al bivio: Cgil chiede un cambio di rotta e più voce a Roma.

La crescente pressione demografica e le trasformazioni socio-economiche che investono il Piemonte richiedono un cambio di paradigma nell’approccio delle politiche regionali e un’urgente revisione dei rapporti con il governo centrale.
Lo ha affermato il segretario generale della Cgil Piemonte, Giorgio Airaudo, durante un’azione di sensibilizzazione dedicata alle criticità del sistema dei trasporti, un microcosmo delle sfide più ampie che la regione si trova ad affrontare.

Il Piemonte contemporaneo si presenta con un profilo significativamente diverso rispetto al quadro di vent’anni fa.
L’invecchiamento della popolazione, l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile e la diffusione di forme di lavoro atipiche hanno ampliato il divario tra le risorse disponibili e le necessità emergenti.
Questo scenario si traduce in un impatto diretto sulla qualità dei servizi essenziali, quali la sanità, la mobilità e l’assistenza agli anziani, pilastri fondamentali per il benessere e la coesione sociale.
La vertenza “Piemonte che Conta”, promossa dalla Cgil, mira a sollecitare un ripensamento delle dinamiche di finanziamento e di governance, rivendicando per la regione un ruolo più attivo e influente nei processi decisionali nazionali.

Non si tratta di un mero atto di protesta, bensì di un’istanza di responsabilità condivisa, finalizzata a garantire un futuro sostenibile per il territorio e per i suoi cittadini.
La sanità pubblica, ad esempio, si trova a fronteggiare un aumento della domanda di prestazioni, unito a una carenza di personale medico e infermieristico, esacerbata dalle condizioni economiche precarie che spingono molti professionisti a cercare opportunità all’estero.
Investimenti mirati nella formazione, nell’innovazione tecnologica e nella riorganizzazione dei servizi sono imprescindibili per assicurare un accesso equo e tempestivo alle cure.
Parallelamente, la mobilità rappresenta un fattore chiave per lo sviluppo economico e sociale del Piemonte.
Un sistema di trasporti pubblico efficiente e interconnesso non solo facilita gli spostamenti quotidiani, ma stimola anche la creazione di opportunità di lavoro e favorisce l’integrazione territoriale.

La digitalizzazione, l’elettrificazione e la promozione di forme di mobilità dolce sono elementi strategici per una transizione verso un modello più sostenibile.

Infine, l’assistenza agli anziani, sempre più numerosi e vulnerabili, richiede un’attenzione particolare.

La creazione di strutture residenziali adeguate, la promozione dell’invecchiamento attivo e il sostegno alle famiglie sono priorità imprescindibili per garantire una vita dignitosa e inclusiva.
La Cgil Piemonte si impegna a portare avanti questa vertenza con determinazione, coinvolgendo attivamente i lavoratori, le organizzazioni sociali e le istituzioni, al fine di costruire un Piemonte più giusto, equo e prospero, un Piemonte che possa finalmente contare e far sentire la propria voce a Roma.
Il tempo delle promesse è finito; è tempo di azioni concrete e di scelte coraggiose.

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