La ricerca del nuovo amministratore delegato di Pininfarina procede con metodo, senza la fretta dettata da urgenze.
Lucia Morselli, presidente dell’iconica casa di design, ha sottolineato l’eccellenza del capitale umano interno all’azienda, un elemento cruciale in questa fase di transizione.
La sua osservazione è emersa a seguito della proiezione in anteprima del documentario “Storia di una leggenda.
Pininfarina,” un’opera di Marina Loi e Flavia Triggian che celebra la storia e l’evoluzione di un marchio simbolo del design italiano, trasmesso successivamente su Rai 3.
Il documentario offre uno sguardo privilegiato sulla filosofia, l’innovazione e la visione che hanno plasmato Pininfarina, un’eredità che il futuro amministratore delegato dovrà saper interpretare e proiettare verso nuove sfide.
Il ruolo, lasciato vacante dall’addio di Silvio Angori dopo quasi due decenni, si configura come una sfida complessa, richiedendo una figura capace di navigare in un contesto aziendale in continua evoluzione.
L’uscita di Angori, avvenuta a fine ottobre, è stata definita come una separazione dovuta a divergenze strategiche.
Sebbene l’azienda abbia optato per una formulazione formale, l’evento è stato ampiamente interpretato come conseguenza di tensioni latenti con il gruppo Mahindra, proprietario di Pininfarina dal 2015.
Questa dinamica rivela un aspetto fondamentale: l’autonomia operativa e la direzione strategica di Pininfarina sono ora strettamente legate alle scelte e alle aspettative di un gruppo industriale multinazionale.
La presenza di Mahindra, un colosso indiano con un’impronta globale sempre più marcata, introduce nuove variabili nel panorama aziendale.
Lungi dall’imporre una gestione centralizzata, Mahindra si presenta come un partner di supporto, un elemento cruciale per comprendere la natura del futuro assetto di Pininfarina.
Questo modello di governance implica una responsabilità condivisa e una necessità di allineamento strategico che il nuovo amministratore delegato dovrà incarnare.
La sua figura dovrà essere non solo un leader con una visione chiara per il futuro del design, ma anche un abile mediatore, capace di bilanciare l’eredità artigianale e l’identità italiana di Pininfarina con le esigenze e le ambizioni di un gruppo industriale globale.
L’era che si apre per Pininfarina si preannuncia quindi come un capitolo di transizione, un percorso di ridefinizione che vedrà il nuovo amministratore delegato assumere un ruolo chiave nella salvaguardia del patrimonio storico e nell’apertura verso un futuro di innovazione e crescita sostenibile nel mercato automobilistico e oltre.

