La protesta dei lavoratori dell’ex Ilva ha interrotto il flusso della statale 20, a Racconigi (Cuneo), segnando un nuovo capitolo di una crisi industriale profonda e sedimentata.
La manifestazione, durata circa mezz’ora, si configura come l’ennesima espressione di frustrazione e incertezza che attanaglia una comunità intera, legata indissolubilmente al destino dello storico stabilimento siderurgico.
La decisione di Acciaierie d’Italia di implementare una nuova tranche di cassa integrazione ha paralizzato la produzione, riducendo drasticamente l’organico in loco a meno di cento unità.
Questa mossa, lungi dall’essere un’iniziativa isolata, si inserisce in un quadro nazionale allarmante, con proteste simili che si ripetono in tutte le ex sedi Ilva, testimoniando una crisi sistemica che affligge il settore siderurgico italiano.
Il nocciolo della questione risiede nella disparità tra le promesse di riavvio e la realtà dei fatti.
Un numero esiguo di dipendenti, appena tre su ottantacinque, hanno avuto accesso ai percorsi di riqualificazione professionale, un’offerta percepita come un mero palliativo, data l’ampia platea di lavoratori ancora gravati dalla cassa integrazione e desiderosi di un reinserimento lavorativo significativo.
L’assenza di un piano industriale solido e credibile, capace di delineare un futuro sostenibile per il sito, alimenta un clima di profonda incertezza.
La riqualificazione professionale, sebbene auspicabile, non può rappresentare una soluzione onnicomprensiva per tutti i lavoratori coinvolti.
È necessario un impegno concreto da parte degli stakeholders, pubblici e privati, volto a garantire non solo la formazione, ma anche la creazione di nuove opportunità lavorative nel territorio.
La protesta, pertanto, non è solo una rivendicazione salariale o contrattuale, ma un grido d’allarme per un intero ecosistema industriale e sociale.
Richiede un ripensamento strategico che vada oltre le logiche di breve termine, puntando a una transizione sostenibile e inclusiva, che riconosca il valore del capitale umano e il ruolo cruciale del territorio nel processo di rilancio dell’industria siderurgica italiana.
L’auspicio è che questa manifestazione serva da catalizzatore per un dialogo costruttivo e tempestivo, finalizzato a garantire un futuro dignitoso per i lavoratori e un futuro prospero per l’intera comunità di Racconigi e delle aree circostanti.







