Sogin ha recentemente concluso una fase cruciale del complesso programma di decommissioning della centrale nucleare Enrico Fermi di Trino (Vercelli), con il completamento della ricostruzione del deposito temporaneo numero 2 per rifiuti radioattivi a bassa attività.
Questo intervento, ben più di una semplice ristrutturazione, rappresenta un avanzamento significativo nella gestione delle scorie derivanti da decenni di attività nucleare e dai successivi lavori di smantellamento.
La struttura, caratterizzata da dimensioni notevoli – 41x19x8,5 metri – è stata completamente demolita e ricostruita a partire da novembre 2024, mantenendo inalterata la volumetria originale.
Questo approccio, apparentemente conservativo, è stato attentamente ponderato per minimizzare l’impatto ambientale e i costi operativi, assicurando al contempo la conformità alle più stringenti normative di sicurezza, che evolvono costantemente in risposta alle nuove conoscenze scientifiche e alle migliori pratiche internazionali.
Il nuovo deposito, concepito come un nodo centrale nella logistica dei rifiuti radioattivi del sito, non si limita a custodire i materiali già presenti – attualmente stoccati nel deposito n.1 e nel “buffer Test Tank” – ma è progettato per accogliere anche le future scorie derivanti dalle operazioni di decommissioning. Questa capacità di accogliere un flusso continuo di rifiuti radioattivi, di diversa natura e livello di attività, è un elemento chiave per garantire la continuità delle operazioni di smantellamento e per ottimizzare l’utilizzo degli spazi disponibili.
Parallelamente alla ricostruzione, è stata completata la caratterizzazione e lo smaltimento dei materiali di demolizione, un processo delicato che richiede competenze specialistiche e rigorosi controlli di qualità.
Le successive fasi del progetto, previste per il primo semestre del 2026, includono l’installazione di impianti elettrici, antincendio e di monitoraggio radiologico, sistemi vitali per la sicurezza e l’affidabilità del deposito.
L’entrata in esercizio vera e propria è prevista per la prima parte del 2027.
La finalizzazione del deposito n.2 apre la strada all’adeguamento del deposito n.1, secondo un piano di ottimizzazione complessiva degli spazi di stoccaggio.
Questa strategia mira a massimizzare l’efficienza operativa e a preparare il sito per il trasferimento dei rifiuti radioattivi al Deposito Nazionale, una struttura di stoccaggio geologico profondo che rappresenta la soluzione definitiva per la gestione a lungo termine di questi materiali.
L’intero processo, pur complesso e costoso, è fondamentale per garantire la sicurezza ambientale e per disattivare in modo responsabile la centrale nucleare Enrico Fermi, restituendo al territorio un’area bonificata e pronta per nuove destinazioni d’uso.
Il progetto testimonia l’impegno di Sogin verso una gestione sostenibile e trasparente dei rifiuti radioattivi, in accordo con i più elevati standard di sicurezza e nel rispetto delle comunità locali.








