Allagamenti a Chivasso: Residente cita in giudizio il Comune

La persistente problematica degli allagamenti che affliggono la zona nord ferrovia di Chivasso, in particolare il quartiere dell’ex Borgo Posta Vecchia, ha innescato un’azione legale significativa.

Un residente, esasperato dagli eventi ripetuti e dai danni subiti, ha deciso di adire le vie legali contro il Comune, sollevando questioni complesse relative alla pianificazione urbanistica, alla gestione delle infrastrutture e alla responsabilità pubblica.
La vicenda, come documentato sul sito web del Comune di Chivasso, si concentra su un’azione giudiziaria intentata da un privato cittadino in qualità di proprietario di un immobile risiedente nell’area interessata.
Il ricorrente lamenta danni significativi alla sua abitazione, direttamente causati da ripetute invasioni di acque reflue, fenomeni intensificati da eventi meteorologici avversi.

La radice del problema, secondo quanto emerge dall’atto di querela depositato il 10 agosto 2013, risale al 2013, in seguito a interventi di urbanizzazione in quella che oggi è via Regis.
In quell’anno, il Comune realizzò una nuova rotatoria all’inizio della rampa del cavalcavia, collegando il centro città alla nuova area residenziale.

Contestualmente, vennero effettuati allacciamenti alla rete fognaria degli edifici di nuova costruzione.

Da luglio 2013, in corrispondenza di precipitazioni intense, la proprietà del ricorrente è stata ripetutamente colpita da allagamenti, riconducibili principalmente al malfunzionamento di un pozzetto fognario.
Il rialzo di questo pozzetto ha provocato il riversamento incontrollato di liquami, compromettendo l’integrità dell’immobile e causando danni materiali e morali al proprietario.

La situazione pone interrogativi cruciali sulla progettazione e sulla manutenzione delle infrastrutture fognarie.
L’episodio evidenzia una possibile carenza nella valutazione preventiva dei rischi connessi alla nuova urbanizzazione e una potenziale inadeguatezza nella capacità di smaltimento delle acque reflue in caso di eventi meteorologici estremi.

Il caso solleva inoltre la questione della responsabilità del Comune nel garantire la sicurezza e la vivibilità del territorio, nonché nel prevenire danni derivanti da infrastrutture pubbliche mal gestite o obsolete.
Il Comune di Chivasso, attraverso Palazzo Santa Chiara, si appresta ora a difendersi in sede giudiziaria, affrontando le accuse mosse dal ricorrente e fornendo chiarimenti sulle scelte progettuali e sulle azioni intraprese per risolvere la problematica.

L’esito del processo avrà implicazioni significative non solo per la risoluzione della disputa individuale, ma anche per la revisione delle politiche di gestione delle infrastrutture e per la tutela del territorio a rischio allagamenti.
Il caso potrebbe inoltre aprire la strada ad ulteriori azioni legali da parte di altri residenti della zona che hanno subito danni simili.

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