Riorganizzazione scuole: choc a Chivasso, il Comune si oppone

La recente proposta di riorganizzazione della rete scolastica regionale, con particolare attenzione al futuro dell’Istituto “Ubertini” di Chivasso, ha suscitato una reazione di profondo dissenso da parte dell’amministrazione comunale.
Il piano, che prevede il distacco della succursale di Chivasso dalla sede centrale di Caluso e la sua successiva integrazione nel Liceo “Newton”, rappresenta, a suo avviso, una decisione affrettata e potenzialmente dannosa per il tessuto educativo locale.
Pur riconoscendo che l’espressione del Comune non assume natura vincolante nel processo di dimensionamento degli istituti secondari di secondo grado, Palazzo Santa Chiara ha formalizzato una posizione di forte opposizione, condividendo le preoccupazioni già espresse dal Consiglio d’Istituto del “Newton”.
La decisione non è solo una questione di formalità burocratica, ma riflette una valutazione ponderata delle conseguenze concrete che una riorganizzazione di questa portata comporterebbe per gli studenti, i docenti e l’intera comunità scolastica.

Le criticità sollevate non si limitano a questioni meramente gestionali, bensì toccano elementi fondanti dell’identità e della qualità dell’offerta formativa.
L’accorpamento di realtà scolastiche distinte, con storie, tradizioni e progetti educativi differenti, rischia di compromettere la coerenza e l’efficacia del Piano dell’Offerta Formativa (POF), un documento cruciale per la definizione dei percorsi di apprendimento e lo sviluppo delle competenze degli studenti.
L’eterogeneità del corpo docente, proveniente da contesti diversi, potrebbe generare difficoltà di integrazione e di coordinamento, rendendo più complessa la progettazione di attività didattiche innovative e personalizzate.
Inoltre, la questione solleva interrogativi più ampi sulla filosofia che anima la politica scolastica regionale.

L’accentramento e la razionalizzazione della rete scolastica, sebbene presentati come misure necessarie per ottimizzare le risorse e garantire un’offerta formativa omogenea su tutto il territorio, rischiano di ignorare le specificità e le esigenze dei singoli contesti locali.

La perdita dell’autonomia e dell’identità della succursale di Chivasso potrebbe privare gli studenti di un punto di riferimento importante e limitare le opportunità di crescita e sviluppo.
L’amministrazione comunale si augura che la Commissione tecnica, chiamata a valutare il piano dimensionale entro la fine di novembre, tenga adeguatamente in considerazione queste argomentazioni e le conseguenze a lungo termine che una decisione di questa portata potrebbe avere sul futuro dell’istruzione a Chivasso.

La questione si configura, in definitiva, come un tassello di un più ampio dibattito sulla necessità di un approccio più flessibile e partecipativo nella programmazione dell’organizzazione scolastica regionale, che sappia conciliare l’efficienza con il rispetto delle diversità e la valorizzazione delle identità locali.

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