L’atmosfera a Cigliano, tradizionalmente serena durante i giorni che precedono le festività, si è incrinata durante la recente seduta del Consiglio Comunale.
Un acceso confronto istituzionale ha interrotto il regolare svolgimento dei lavori, culminando in una puntuale e pubblica contestazione da parte della Segretaria Comunale, Antonella Mollia, nei confronti della capogruppo della minoranza, Bruna Filippi.
L’episodio, scaturito da un controverso articolo pubblicato nel notiziario comunale, ha messo a nudo tensioni latenti e sollevato interrogativi sul ruolo e la responsabilità dei rappresentanti politici.
La Segretaria Mollia, con un intervento inaspettato e di forte impatto, ha richiesto chiarimenti sull’uso del termine “vessazione” presente nel notiziario.
Ha sottolineato come l’articolo, attribuendo a lei l’azione di “vessare”, la accusasse di comportamenti prepotenti e di abuso di potere, calpestandone il ruolo di garante e mediatore.
Mollia ha ribadito la gravità di tali accuse, evidenziando come l’espressione “vessazione” implichi azioni di tormento, oppressione e umiliazione, con ripercussioni potenzialmente devastanti per la reputazione e la dignità professionale.
Ha inoltre ricordato una sua precedente esperienza personale, segnata da gravi vessazioni che hanno portato a un ricorso legale di notevole entità, sottolineando l’incongruenza di essere accusata di comportamenti simili.
La risposta della consigliera Filippi, nel tentativo di eludere la responsabilità diretta, ha attribuito la paternità del testo al suo gruppo consiliare, affermando di aver trasmesso semplicemente quanto scritto da altri.
Questa giustificazione, però, non è stata accolta dalla Segretaria Mollia, la quale ha insistito sulla necessità di una spiegazione puntuale e dettagliata, richiamando Filippi alla sua responsabilità di capogruppo e sottolineando che l’atto di pubblicazione implica una condivisione e un’approvazione del contenuto.
Ha inoltre aggiunto che la vessazione, per essere tale, deve protrarsi nel tempo, suggerendo che le accuse mosse erano infondate e ingiustificate.
Il sindaco Giorgio Testore, intervenendo per riportare ordine nella discussione, ha ricordato a Filippi il ruolo di leadership e la responsabilità che ne deriva, sottolineando che, indipendentemente dalla natura collettiva della stesura dei testi, la responsabilità ultima delle dichiarazioni pubbliche ricade sul capogruppo.
L’episodio ha aperto una riflessione più ampia sulla necessità di un linguaggio politico più misurato e responsabile, e sulla delicata linea di confine tra critica costruttiva e accusa infondata, soprattutto in un momento delicato come quello pre-festivo.
Si attende ora la risposta formale della consigliera Filippi, auspicando una risoluzione pacifica della questione e un ritorno a un clima di collaborazione istituzionale.
L’incidente solleva interrogativi fondamentali sul peso delle parole, sulla necessità di responsabilità nei confronti della comunità e sull’importanza di un dibattito pubblico improntato al rispetto e alla correttezza.

