Sentenza nel processo sull’inchiesta “Samba”: traffico internazionale con base a San Giusto.
Otto condanne e un’assoluzione nel processo di primo grado nato dall’inchiesta “Samba”, che ha smantellato una rete internazionale di narcotraffico tra Brasile, Europa e Piemonte, con una base logistica a San Giusto Canavese. La sentenza è stata pronunciata dal tribunale di Torino dalla giudice Giovanna Di Maria: le pene inflitte vanno da 8 a 18 anni di reclusione, ridotte di un terzo per gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato.
La rotta della droga dal Brasile all’Italia
L’indagine dei carabinieri aveva ricostruito un traffico internazionale di cocaina che partiva dai porti del Paranà, in Brasile, per arrivare in Europa tramite navi container dirette ai porti italiani e del nord del continente.
Secondo gli investigatori, la rete criminale avrebbe movimentato oltre 1.600 chilogrammi di cocaina e gestito flussi di denaro per più di 6,5 milioni di dollari.
Il ruolo del Canavese nella rete
Il quartier generale logistico dell’organizzazione era stato individuato proprio a San Giusto Canavese, da dove venivano coordinati contatti, spedizioni e redistribuzione della droga.
L’inchiesta aveva inoltre evidenziato legami con ambienti della ’ndrangheta, che avrebbe garantito supporto logistico e contatti criminali per la gestione dei traffici.
Un’indagine partita da arresti eccellenti
Le indagini avevano preso slancio dopo l’arresto di alcuni protagonisti del traffico internazionale, tra cui Nicola e Patrick Assisi e Vincenzo Pasquino, che successivamente ha deciso di collaborare con la giustizia contribuendo a ricostruire l’intera rete.
Il processo rappresenta uno dei capitoli giudiziari più rilevanti degli ultimi anni sul fronte del narcotraffico internazionale collegato al Piemonte, confermando come anche il territorio canavesano possa diventare snodo logistico per traffici globali di droga.

