La Montagna: Un Dialogo di Rispetto e PrecauzioneLa montagna non è una palestra a cielo aperto, né un luogo da conquistare, bensì un ambiente dinamico e potenzialmente insidioso che richiede rispetto, preparazione e un’attenta valutazione dei rischi.
La tragica vicenda recente presso la cascata di Noasca, dove un escursionista esperto ha perso la vita e un altro ha riportato lesioni pur su un percorso classificato come “T” (turistico), con fune fissa e dislivello contenuto, ci ricorda quanto possa essere ingannevole la percezione della facilità.
Un sentiero classificato come “T” indica un percorso generalmente accessibile a tutti, ma non implica assenza di pericoli.
Rocce instabili, cambiamenti improvvisi delle condizioni meteorologiche, presenza di corsi d’acqua con fondo scivoloso, e l’errore umano stesso, possono trasformare una passeggiata in un’emergenza.
L’esperienza, per quanto significativa, non è garanzia assoluta; la montagna, con la sua mutevolezza, può presentare insidie inattese anche a chi la frequenta da anni.
Marco Perelli, capo stazione del soccorso alpino Valle Orco, sottolinea come la prudenza debba essere la norma, indipendentemente dalla difficoltà apparente del percorso.
“La montagna non perdona la superficialità.
Anche sulle escursioni più semplici, l’attenzione alla sicurezza non può essere trascurata.
” I rischi primari rimangono cadute e scivolamenti, accentuati dalla presenza di umidità su rocce e sentieri.
L’abbigliamento adeguato, multistrato e protettivo, è essenziale per affrontare variazioni di temperatura e condizioni atmosferiche impreviste.
L’escursione in solitaria, inoltre, è sconsigliata; informare sempre familiari o amici del proprio itinerario è un gesto di responsabilità che può fare la differenza in caso di necessità.
In situazioni di emergenza, la tempestività è cruciale.
La chiamata al numero unico di emergenza 112 deve essere immediata.
Parallelamente, l’applicazione gratuita GeoResQ, sviluppata dal CNSAS in collaborazione con il CAI, rappresenta un valido strumento di supporto.
Questa app, geolocalizzando l’utente, trasmette coordinate e informazioni vitali alla centrale operativa, permettendo un intervento rapido e mirato.
Il sistema GeoResQ, promosso dal Ministero del Turismo, è un esempio di come la tecnologia possa amplificare la capacità di soccorso e ridurre i tempi di risposta in situazioni critiche.
È fondamentale comprendere che GeoResQ non sostituisce la prudenza e la preparazione, ma ne è un complemento.
Un uso consapevole dell’applicazione, abbinato alla conoscenza di base sulle tecniche di auto-soccorso e alla capacità di valutare i rischi ambientali, contribuisce a rendere l’esperienza in montagna più sicura e appagante.
La montagna è un dono da custodire con rispetto, un luogo di bellezza e avventura che richiede un approccio responsabile e un continuo aggiornamento delle proprie competenze.









