Violenta aggressione a Cuorgnè: due carabinieri feriti

Intervento per una lite familiare finisce con la reazione brutale di un uomo già ai domiciliari.

Una normale chiamata di emergenza si è trasformata in un episodio di violenza contro le forze dell’ordine domenica pomeriggio a Cuorgnè. I Carabinieri della stazione locale sono intervenuti poco prima delle 18 per sedare una lite familiare, ma l’intervento ha preso una piega inaspettata e pericolosa.

All’arrivo davanti a un’abitazione, un 38enne già sottoposto alla detenzione domiciliare ha reagito con violenza inaudita contro i militari intervenuti: calci, pugni e spintoni hanno caratterizzato l’aggressione, costringendo i carabinieri a una colluttazione prolungata per riuscire a contenerlo.

Al termine dell’azione l’uomo è stato immobilizzato e arrestato di nuovo, ma non senza conseguenze per i militari: due carabinieri hanno riportato contusioni multiple, con prognosi rispettivamente di sette e cinque giorni. Entrambi sono stati medicati e non sarebbero in pericolo di vita.

La vicenda ha suscitato reazioni forti anche da parte del sindacato dell’Arma (USIC), che ha espresso solidarietà ai colleghi feriti ma ha lanciato un duro monito sulla necessità di garantire maggiore certezza della pena per chi aggredisce pubblici ufficiali in servizio. Secondo il segretario regionale, episodi di questo genere si ripetono perché “certa impunità” incoraggia comportamenti violenti nei confronti degli operatori dell’ordine pubblico.

L’aggressione di Cuorgnè è un nuovo episodio di tensione con le forze dell’ordine in Canavese, che torna a interrogare sul rapporto tra sicurezza, tutela di chi opera per la collettività e la misura delle risposte giudiziarie e sociali necessarie in questi casi.

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